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"La Principessa della Czarda” con la Compagnia di Corrado Abbati

La Principessa della Czarda è sicuramente una delle operette più rappresentate nel mondo, seconda solo alla Vedova Allegra. Un successo che si deve al meraviglioso spartito composto da Kalman dove gli spunti della musica tzigana si fondono a splendidi valzer. La nuova produzione in esclusiva per l’Italia adattata da Corrado Abbati sarà rappresentata al Teatro del Vittoriale venerdì 8 agosto – alle ore 21.15

Tra l’energia e la forza trascinante degli accenti ungheresi e l’eleganza dei valzer viennesi si dipana un intreccio godibile ed elegante dove il sentimento degli innamorati si stempera in quella speciale predisposizione di Kalman per le parti brillanti. Abbati torna dopo dieci anni al capolavoro magiaro e lo fa con una nuova scrittura evitando le secche di un’operetta “serieuse” per trattarla con quel tipico “coté” brillante tale da coniugare insieme le suggestioni del testo e le emozioni della musica perché operetta non è solo musica, perché operetta non è solo prosa. Il I atto dell’opera di Kalman è giocato sul tema dell’addio: l’addio a quei tipici locali di inizio Novecento dove nobili e nuovi ricchi trascorrevano le serate, l’addio Ad un mondo che stava scomparendo. In questa ottica anche le macchiette dei viveurs Boni e Feri hanno un risvolto meno superficiale, così come gli innamorati Sylva ed Edvino non sono solo la stucchevole storia fra tenore e soprano ma un sussulto, l’ultimo di un mondo che appartiene ormai al passato. Cecilia, l’ex canzonettista divenuta principessa, tratteggia ora sul filo della nostalgia ora con l’impeto della nuova “arrivata” il profilo di chi ha conosciuto fasti ottocenteschi e che, con il nuovo secolo, si arrampica ad una vacillante nobiltà per assaporarne gli ultimi soavi sapori. La Principessa della Czarda firmata da Abbati è dunque bella musica, grandi quadri coreografici, ritmo, slanci melodici al servizio di un sentimento vero.

LA COMPAGNIA DI CORRADO ABBATI

La storia della Compagnia di Operette Corrado Abbati compie quest’anno vent’anni di attività, durante i quali sono stati realizzati una quarantina di allestimenti. Dai titoli più noti e popolari come La vedova allegra, Cin-ci-là, Il Paese dei Campanelli, al recupero di operette meno famose, ma proprio per questo ancora ricche di fascino, come Frasquita o Il conte di Lussemburgo di Franz Lehàr, Madama di Tebe di Carlo Lombardo, L’acqua cheta e Addio Giovinezza di Giuseppe Pietri, Al cavallino bianco di Ralph Benatzky, Il Paese del Sorriso di Franz Lehàr e la commedia musicale Tea for two di Vincent Youmans. Tutto questo lavoro ha sempre perseguito la filosofia che ha condotto la Compagnia Corrado Abbati ad essere oggi leader nazionale del teatro d’operetta per numero di recite e spettatori: scelte artistiche mirate, rigore organizzativo, grande professionalità artistica e tecnica negli allestimenti.

Dal 1991 la Compagnia ha poi legato per molti anni il proprio nome ad una vera e propria stagione d’operette, realizzata in collaborazione con il Teatro Municipale Romolo Valli di Reggio Emilia. Questo rapporto ha dato vita ad una serie di nuove produzioni rappresentate con grandi consensi su tutto il territorio nazionale e spesso riprese dai canali televisivi della RAI (Uno Mattina, Prima della Prima). Nel 1994, un’altra importante collaborazione segna la vita della Compagnia a livello nazionale: la direzione dell’Ente Lirico Pier Luigi da Palestrina di Cagliari affida a Corrado Abbati l’allestimento di due spettacoli di operetta nell’ambito della stagione lirica del Teatro Comunale di Cagliari. Questo significativo rapporto ha aperto le porte di molti altri teatri d’opera fra cui Novara, Livorno, Bergamo che hanno inserito le operette della Compagnia di Corrado Abbati nelle loro stagioni liriche.

Dal 2000 si è poi anche affiancata la prestigiosa collaborazione del Teatro Verdi di Trieste, promotore del Festival Estivo dell’Operetta, che ha concesso alla Compagnia l’allestimento scenico di Mario Catalano per La vedova allegra, a cui è seguito, nella successiva stagione, quello di Cin-ci-là firmato da Sergio D’Osmo e nel 2005 Il Paese dei Campanelli.

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