QUEL FARABUTTO DI GIACOMO TEDESCO

Ho istituito un premio. Ideale naturalmente. Per segnalare i buoni e i cattivi della giungla del calcio. Chi si sarà distinto per un'azione lodevole riceverà il premio AGNELLO D'ORO. Chi si sarà fatto notare per qualche porcheria, riceverà il CAIMANO D'ORO. Con una certezza. Che i vincitori di quest'ultimo premio saranno infinitamente superiori agli altri.

agnelli e caimani

AGN
AGNELLI

CAI
CAIMANI

DR

TED

DANIELE DE ROSSI

GIACOMO TEDESCO

Gli hanno dato in Gran Premio Far Play internazionale.
Ha dominato le pagine per giorni tutti i giornali. La sua immagine ha spopolato
su tutti gli schermi. Ha ricevuto onori e plausi di ogni tipo. Per aver fatto,
in fondo, una cosa ovvia. Ha ammesso di aver toccato la palla con la mano.
E che dunque il gol che aveva messo a segno contro il Messina, non era valido.
Mi aggiungo al coro degli elogianti. Bel gesto. E gli assegno volentieri
il mio “Agnello d’Oro”. Se lo merita. Anche se al nostro non va taciuta una
bella dose di furbizia. Dopo il golletto Daniele, un po’ ha esultato. Non
tanto, un poco poco. Poi ha dato un’occhiata in giro. Qualcuno deve avergli
detto: “Ma dai, con tutte quelle telecamere, che figura ci fai!”. E allora
lui, quando era già a centrocampo per il rinvio, ha fatto la commovente
confessione.

Questa è una sporca storia. Ma veramente sporca.
La vicenda è nota. Alla fine di Cagliari- Reggina , nel tunnel Abejon
si scontra con Tedesco. Ci sono vecchie ruggini fra i due da regolare. Che
risalgono al 12 dicembre 2004. Quando la Reggina vinse 3-2 nel finale una
partita col Cagliari che pare fosse “accomodata” sul 2-2. Poi ancora una gara
al calor bianco il 30 aprile 2005. Finì 1-1 con un gol di Bianchi (allora
al Cagliari) al 91′. Ma con Langella espulso per una brutta entrata proprio
su Tedesco. Altre scaramucce il 20 novembre scorso. Poi la partita di domenica
26 marzo. Altre scaramucce. E Tedesco che manda al diavolo Abejon tirando
in ballo un dolore tragico e drammatico della sua vita privata. Gli dice:”Ma
vattene via, che hai anche una figlia malata”.

Ogni commento è inutile. Non c’entra niente la vecchia ruggine fra
i due. Non c’entra niente la tensione della partita. Questo è cinismo
di un’animaccia zozza.

Quello che sorprende è che questo mascalzone abbia trovato validi
difensori. Nel compagno di squadra AMOROSO

e nel presidente LILLO FOTI.

Ambedue hanno testimoniato di non aver sentito nessuna offesa da parte di
Tedesco. E si sono affrettati a tessere le lodi del gaglioffo descrivendolo
con un padre di famiglia tenero e affettuoso. Anche a loro due due Caimani
d’oro.

am

NICOLA AMORUSO

FO

LILLO FOTI

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