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LA DELUSIONE DE LAURENTIS

Mi ricorda quel presidente della “Longobarda” in quel vecchio film di Banfi, che faceva di tutto per andare in B perché la A, a conti fatti, costava troppo. E poi, la fascinosa idea di fare un Napoli di napoletani? Almeno quella. Svanita nel nulla.

Riparte l’avventura.

Il Napoli è questo qua. E non può entusiasmare.

Dopo le euforie della promozione il Presidente aveva dichiarato a gran voce i suoi progetti.

Un Napoli da primi cinque posti. Un Napoli in Europa. Un Napoli di napoletani.

Ed eccoci qua. Ci presentiamo alla partenza con una squadra che ha una fisionomia precisa e intenti inequivocabili. Vivacchiare alla bell’e meglio. Cercare di salvarsi. E se non si salva, pazienza.

Insomma De Laurentis ha dimostrato di ragionare come quel presidente della “Longobarda” in quel vecchio film di Banfi, che faceva di tutto per andare in B perché la A, a conti fatti, costava troppo.

Che delusione!

Già mi aspettavo grandi acquisti. Che so? Tevez, Riquelme, il ritorno di Re Cannavaro.

E invece ci troviamo con Gargano (sì, bravino), con Lavezzi (sì, anche lui bravino), con Hamsik (sì, sì, si farà).

E poi i grandi fuochi d’artificio finali, quelli te li raccomando.

Dopo una snervante trattativa, preso nientedimeno che Contini. Uno che nelle classifiche di rendimento del Fantacalcio dell’anno scorso è all’ultimo posto. Presentato come un grande difensore, dal grande avvenire.

Poi, la ciliegina sulla torta. Zalayeta. Porca miseria, questo qui ci mancava. Ma lo sanno anche le pietre che è una bufalotta. Una sorta di oggetto misteriosissimo. Sta in Italia da sette otto anni, e avrà giocato si e no trenta partite.

Su Blasi non ho nulla da dire. E’ un buon giocatore. Tornerà utile. Magari non a centrocampo. Ma da esterno, dove la pochezza della squadra è avvilente. Partiamo con Cupi (non gioca da un anno e mezzo), Savini, Rullo, Grava, Gracys. Speriamo bene.

E la promessa del Presidente della Longobarda di fare un Napoli di napoletani?

.Era un’idea fascinosa. Restituire al calcio una delle sue peculiarità. Il senso di appartenenza, che deriva dalle radici. Bello.

Svanita nel nulla.

E, sinceramente, mi fa un po’ rabbia vedere il ritorno di Montella alla Samp. Mi fa un po’ rabbia vedere Criscito, Molinaro, Nocerino (sarebbe stato la bandiera del Napoli per dieci anni) con le maglie della Juve.

Mi fa moltissima rabbia vedere il trio d’attacco dell’Udinese. Quagliarella, Floro Flores, Di Natale. Tutti napoletani.

Comunque si riparte. Spero di essere smentito.