
Alla fine ha vinto la squadra tutto sommato migliore.
Non di tanto in verità. Ma la Spagna tutto sommato ha meritato di più.
Ha pressato l’Italia quasi ininterrottamente. Non ha fatto granchè, ma ha attaccato, ha tenuto palla.
Una partita all’insegna della paura di perdere. Dall’una e dall’altra parte.
Qualche guizzo. Ma in sostanta noiosa.
L’Italia delude in attacco. Toni è desolatamente solo. Mai un rifornimento dalle ali. Cassano si impegna ma non è che faccia granchè.
Aquilani delude. Bene Ambrosini. Ma il migliore in campo è Chiellini, un difensore, e questo la dice lunga.
Usciamo ai rigori. Come quasi sempre, a parte la importantissima parentesi di Berlino.
I rigori, che non sono una lotteria, come vuole un ipocrita luogo comune.
Dopo 120 minuti ai rigori passa la squadra con giocatori più lucidi, più freddi, più concentrati, più bravi, più allenati.
Usciamo a testa alta. E questo non è poco.
Donadoni saluta. Se c’è qualcuno che vuole rimpiangerlo, faccia pure. Io no. Lippi è già fuori la porta. Il calcio italiano non ha un briciolo di fantasia.

calcionapoli









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