EUROPEI - LE PAGELLE DEGLI AZZURRI

Meritano la sufficienza in pochi. Donadoni ha fallito. Ma non è tutta colpa sua. I vertici della Federazione si sono comportati ancora una volta in modo vergognoso. Una prova in più che nel calcio italiano non è cambiato nulla.

europei pagelle

LE
PAGELLE DEGLI AZZURRI

BUFFON

Grande protagonista in tutte le gare disputate. Un piccolo errore sulla
fucilata di Senna. Ma il tiro era fortissimo e lui lo ha intercettato.
Punto di riferimento indiscusso di una difesa orfana di Cannavaro,
dà un’enorme sicurezza a tutta la squadra. Praticamente
insostituibile. 8

ZAMBROTTA

Un torneo al di sotto delle attese, dopo una mediocre annata al Barca.
Regala un assist per il primo gol agli olandesi. Spesso disattento in
difesa e poco presente nelle priezioni. Si riscatta un po’ nel secondo
tempo con la Spagna. 5

PANUCCI

Rientra nel giro a 35 anni, ed è chiamato a sostituire il
capitano. Non ne ha il carisma, nè l’abitudine al ruolo di
centrale, che non ama. Ma si impegna con umiltà lui che
notoriamente non è umile. Da’ il suo contributo di
esperienza e
di classe. Alla fine è fra i più positivi . 6 1/2

CHIELLINI

Sostituisce Materazzi in una difesa tutta da costruire. Non appare per
nulla intimorito. Cresce di partita in partita. Fino a risultare il
migliore degli azzurri contro la Spagna. 7

GROSSO

Subentra nella ripresa della partita con l’Olanda. Non
uscirà
più. Fondamentale il suo apporto sulla fascia. L’unico in
grado
di rifornire adeguatamente Toni. L’unico a puntare uno contro
uno
l’avversario. L’unico ad andare sul fondo per il cross. 7

MATERAZZI

Era in forma disastrosa e si sapeva. Fa mezza partita. E’
già troppo. 4

PIRLO

E’ tra i più deludenti. Si presenta in forma approssimativa.
Sbaglia spesso cose elementari . Si dice che non si intenda con De
Rossi. La verità è che non trova mai la posizione
giusta.
Lo ringraziamo per il rigore ai francesi, tirato con la solita
micidiale freddezza. 5,5

GATTUSO

Anche lui in forma approssimativa. Ma è una delle anime di
questa Nazionale. Quando è in campo in un modo o nell’altro
si
fa sentire. Dai suoi e dagli avversari. Contro gli spagnoli sarebbe
stato preziosissimo, più di Pirlo. 6

DE ROSSI

Ormai è un leader. Incontrista feroce. Ottimo suggeritore.
Un
centrocampista completo. Gli Europei lo consacrano fra i big a livello
internazionale. Sbaglia il rigore contro la Spagna. Ma va a tirarlo,
nonostante la stanchezza e i crampi. Forse Donadoni avrebbe dovuto
risparmiarglielo. 6,5

AMBROSINI

Se non ha acciacchi, è tra i migliori centrocampisti del
mondo.
Agli Europei è fra i più tonici e reattivi. Viene
impiegato soprattutto in copertura e quindi non può esibire
una
qualità precipua del suo repertorio che è la
pericolosità in area , soprattutto sulle palle ferme. 6,5

AQUILANI

Era annunciato in forma strepitosa. Donadoni lo mette contro la Spagna
a sostituire Pirlo. Delude in pieno. Ma il futuro azzurro è
suo. 5,5

CAMORANESI

Si presenta in forma approssimativa. Ma a lui è difficile
rinunciare. Gioca senza smalto e senza invenzioni. Non tutta colpa sua,
in una squadra che non esprime un respiro sugli esterni. Ma lui
è un eclettico, e pare che sia destinato a un futuro da
interno di regia. Fosse stato più in palla, forse donadoni
lo avrebbe provato come vice-Pirlo contro la Spagna. 5,5

PERROTTA

Anche lui in forma approssimativa (ma quanti azzurri così).
Non è determinante come lo fu in Germania. Viene impiegato
anche troppo, per quello che fa. 5

CASSANO

Il suo ritorno in nazionale è uno dei pochi
successi di Donadoni. Ormai il Cassano scavezzacollo è un
ricordo del pasato. Oggi c’è questo bel campione che
dà allegria al gruppo e qualità nelle giocate.
Forse viene responsabilizzato un po’ troppo. E forse è
questa una delle ragioni della sua mancata esplosione. L’altra dipende
dalla posizione in campo voluta par lui da Donadoni. Troppo lontano da
Toni e troppo defilato sull’out. 6,5

DEL PIERO

Era dato in forma smagliante. Infatti subentra a Di Natale contro
l’Olanda quando la partita era già decisa, e mette in mostra
una brillantezza che entusiasma i tifosi. Invocato a furor di popolo,
sbaglia la partita con la Romania e praticamente il suo europeo (e
forse anche la sua avventura in Nazionale) finisce
lì. 6-

DI NATALE

E’ uno degli artefici della qualificazione e un fedelissimo
del tecnico. E’ atteso alla grande consacrazione internazionale, che
merita per le qualitù tecniche e per la serietà
professionale. Purtroppo si smarrisce contro lOlanda, naufragando
insieme agli altri, alimentando i sospetti di una
personalità fragile e di una inadeguatezza ai grandi
appuntamenti. Donadoni lo rispolvera nel finale contro la Spagna. Con
risultati deludentissimi. Il CT affida ai suoi piedi buonissimi e al
suo carattere schivo e introverso la
responsabilità del rigore decisivo. Sbagliano entrambi. E
andiamo a casa. 5

QUAGLIARELLA

Un quarto d’ora contro la Romania, toccherà due palloni al
massimo. Impossibile giudicarlo SV

TONI

Doveva essere il suo europeo. Dopo lo splendido campionato nella
Bunderliga. Fallisce clamorosamente tanto da essere additato come uno
dei maggiori responsabili del brutto torneo dell’Italia. Un
po’ è vero. Sembra appesantito e poco brillante. Ma la
responsabilità maggiore sta nel gioco della Nazionale.
Rifornimenti rarissimi . E mai dal fondo come lui predilige e come sono
capaci di fare Ribery e Klose al Bayern. Lotta su tutti i palloni che
gli arrivano. Non può farci niente se non sono mai passaggi
limpidi e tesi, ma tutte palle sporche e innocue. 5

DONADONI

E’ un gran lavoratore. E non è un idiota. Ha un’idea di
calcio, che persegue con ostinazione. Tutto sommato ha lavorato bene.
Si è dovuto inserire in un gruppo vincente. Lo ha fatto. E
alla fine si è fatto apprezzare e amare. Non è
cosa da poco. Segnale di doti umane non comuni. Ha fallito
per tanti motivi, non tutti ascrivibili alla sua
responsabilità. Era stato scelto da Rossi e dal suo amico
Albertini, in un momento caldo di Calciopoli. Poi il vento della
Restaurazione e l’avvento di Abete e Matarrese lo hanno praticamente
isolato. Ha lavorato in assoluta solitudine, privo di ogni appoggio da
parte della Federazione che ancora una volta ha agito in maniera
vergognosa. Un contratto promesso e mai firmato. Una trasferta agli
Europei con i vertici Figc latitanti. Un continuo pettegolare sul
ritorno di Lippi, mai una sola volta smentito, quando invece
ci si dovava concentrare sulle gare del torneo in corso. La solita
armata Brancaleone. Lui, Donadoni ha tenuto duro. Si è
chiuso insieme alla squadra e ha lavorato. Ha fallito però.
Forse per inesperienza. Forse per presunzione (contro l’Olanda). Forse
per paura (contro la Spagna). Io non lo rimpiangerò. 5

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