
Ezequiel Iván Lavezzi (Villa Gobernador Gálvez, 3 maggio 1985) è un calciatore argentino di origine italiana che gioca nel ruolo di attaccante nel Napoli.
«Il Napoli è stufo di Lavezzi», titola oggi il Clarin.
C’è una corda tirata all’eccesso, dietro lo sfogo di De Laurentiis; un libro di storie bizzarre e di segreti che affondano le radici nella settimana della trasferta di Bergamo con l’Atalanta, persa per 5-1 (dicembre 2007).
Nasce il mito del Lavezzi virtuoso della noche: serata al centro storico napoletano con un compagno ispanico, arricchita da goliardici gavettoni di malto e luppolo. La città è un vicolo, le voci girano: in breve le nottate del Pocho in compagnia di Gargano (poi redento dall’amore di Miska Hamsik), Zalayeta e Navarro sono leggendarie. La squadra, però, vince e convince, e le storture vengono coperte e taciute.
Come quelle degli allenamenti: “A volte il Pocho non aveva voglia di lavorare, soprattutto di mattina” ha raccontato Reja a Kiss Kiss Napoli. Sonnecchiava negli spogliatoi per recuperare dopo feste in casa o nei locali; cene, cenette e puntate capresi a bordo di barche a noleggio.
Il parco auto, poi, diventa da vip: Golf, Mercedes Glk, Bmw 330 e un’Audi R8 da 115 mila euro. La casa è hollywoodiana: villa con piscina e campo da tennis a Posillipo (l’affitto è stato pagato di recente fino a dicembre).
La crisi è in agguato: a settembre 2008 finisce la storia con la compagna Debora che rientra in Argentina con Tomas, il figlio del Pocho, ritratto in miniatura del bomber.
Papà Lavezzi va in crisi: è forse per questo che, diffidato, a dicembre si fa ammonire con il Lecce e torna in patria prima della trasferta di Torino e della sosta invernale. Un dolore che Ezequiel compensa visitando, in gran segreto, i bambini malati negli ospedali. Coccole e regali: lui è un buono. Il Napoli, nel frattempo, stupisce e sogna: “In quel periodo il club mi ha promesso l’aumento dell’ingaggio”.
In quel periodo è finito un altro amore.

calcionapoli








