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Genoa-Napoli 4-1 Il crollo

Il calcio è un gioco e Donadoni è una persona fondamentalmente triste.

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Il calcio è un gioco e Donadoni è una persona fondamentalmente triste. La geniale battura di Sorrentino nel film “L’uomo in più” calza a pennello per il tecnico azzurro.

Il quale si distingue nel non ingarrarne una. Rispolvera Pià e Pazienza al posto degli affaticati Lavezzi e Gargano.

Ma la gara è condizionata da Tagliavento che è un arbitro alla Lino Banfi. Il Napoli in superiorità numerica segna un gran gol con Hamsik. E qui forse Donadoni dovrebbe avere il coraggio di inserire Lavezzi per chiudere il match. Niente da fare. Ci pensa l’arbitro a ristabilire le distanze con un rigore inventato e l’espulsione di Campagnaro.

La ripresa è Come Nightmare. Mesto, che segna ogni morte di papa, da 40 metri si inventa un tiro che entra nell’angolo a sinistra di De Sanctis, fermo ad ammirare l’azione.

Poi il crollo. La difesa si sgretola. Il Genoa dilaga.

Eppure per come si era messa, questa poteva essere una partita da gestire con accortezza.

Donadoni conferma tutte le perplessità sul suo conto. Sbaglia la formazione iniziale. Non legge la partita. Non rischia.

GENOA-NAPOLI 4-1 (1-1)

GENOA (3-4-3): Amelia; Biava, Moretti, Papastathopoulos; Rossi, Milanetto (dal 32’ s.t. Kharja), Zapater, Criscito; Mesto, Floccari (dal 13’ s.t. Crespo), Sculli (dal 1’ s.t. Palacio). (Scarpi, Tomovic, Esposito, Fatic.). ALLENATORE: Gasperini

NAPOLI (3-5-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Contini; Maggio, Pazienza, Cigarini (dal 13’ s.t. Gargano), Hamsik, Aronica; Quagliarella, Pià (dal 13’ s.t. Lavezzi).(Iezzo, Grava, Rinaudo, Bogliacino, Hoffer). ALLENATORE: Donadoni

ARBITRO: Tagliavento di Terni.

MARCATORI: Hamsik (N) al 42’ p.t., Floccari (G) su rigore al 51’ p.t., Mesto (G) al 10’ , Kharja (G) al 41’ s.t.

ESPULSI: Criscito (rosso diretto) al 28’ p.t. per proteste, Campagnaro al 50’ p.t. per doppia ammonizione, sempre per gioco scorretto, Aronica al 41’ s.t. (rosso diretto) per fallo in chiara occasione da gol.