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Il racconto della gravidanza. 3^ puntata

L’altalena delle prime settimane

In preda a questi conflitti trascorrete le prime settimane di gravidanza: è come un’altalena in cui a tratti prevale il desiderio del bambino, a tratti il desiderio di rimanere quella che eravate; se sbrigliate i pensieri, forse arrivate per un attimo a desiderare che questo bambino non ci sia davvero, o se è vero che ha invaso il campo, che se ne vada. Ma non c’è da preoccuparsi o da sentirsi in colpa per questi pensieri: è un conflitto normale fra l’essere donna con un Io ben edificato in anni di vicende e di ricerche, e l’essere madre, cioè una persona che dimentica un po’ se stessa per far spazio a qualcun altro. E comunque è dal conflitto che nasce l’equilibrio: da questo caos di pensieri verrà un nuovo ordine interiore. E non preoccupatevi troppo, se magari, prima di rendervi conto in tutti i sensi di essere incinte avete fumato troppo o bevuto, o in qualche modo esposto il bambino a messaggi negativi: mai come in questo periodo della gravidanza, infatti, la placenta (questo filtro attaccato alla parete interna dell’utero, che seleziona e smista la comunicazione fra il corpo della donna e quello del bambino) è così poco permeabile, il feto così ben protetto.
Da questo caos di idee e di sentimenti nascerà forse anche la vostra prima scelta fondamentale, importante anche come prima scelta educativa nei confronti del bambino: seguire personalmente e con attenzione la vostra gravidanza, entrare profondamente in contatto con voi stesse, ascoltarvi e “darvi retta”, piuttosto che consegnarla agli esperti, come se il bambino stesse sullo schermo di un ecografo o nelle tabelle dei valori delle analisi, e non in voi.

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