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Il racconto della gravidanza. 6^ puntata

La chimica delle emozioni

Come due facce dello stesso foglio di carta, che se si taglia l’una non si può non tagliare anche l’altra, tutto questo lavoro interiore che sta trasformandovi psichicamente, è accompagnato in questo momento dal raggiungimento del massimo livello della produzione ormonale che sta trasformando la chimica del vostro corpo, imprimendo alla materia questa tendenza allo scioglimento, alla perdita dei contorni, al dilatarsi dello spazio interiore e favorendo la concentrazione, lo sguardo rivolto all’interno, la comunicazione e identificazione col bambino.
I cambiamenti fisici fanno da specchio a quelli emotivi, entrambi governati dall’alchimia degli estrogeni e del progesterone.
Gli estrogeni vi arricchiscono facendo accrescere il tessuto ghiandolare e favorendo l’accumulo di riserve di proteine, zuccheri e lipidi, ammorbidiscono le cartilagini per una migliore mobilità pelvica e i tessuti della vagina e del collo dell’utero per scoraggiare l’attività contrattile. Vi fanno fiorire, diventare più belle, più piene, anche di emozioni e di soddisfazione profonda.
Il progesterone vi rallenta, rilassando il tono della muscolatura liscia dell’utero, dello stomaco, dell’intestino e delle pareti vasali, favorendo l’accumulo di grassi e sviluppando il seno. E’ perciò responsabile di quel bisogno che avete avvertito prepotente, di rallentare il ritmo della vita quotidiana, di dormire, di mollare la presa sul mondo, di rivolgere la percezione all’interno.
Questi ormoni vi hanno accompagnato nei primi due trimestri della gravidanza: quando all’inizio avete attraversato l’altalena delle sensazioni, oscillando fra felicità e paura, senso di potenza e di inadeguatezza, e più tardi, quando vi siete adattate trovando un nuovo equilibrio e dando spazio al dialogo segreto col vostro bambino. Hanno plasmato il vostro corpo aiutandovi ad accogliere a pieno titolo e a vivere fino in fondo, i nuovi stati d’animo, mai sperimentati prima, il vostro nuovo sé che nascerà insieme al bambino.
…E così gioendo, temendo, scoprendo, sognando, cambiando, quasi volando, siete arrivate alle soglie del terzo trimestre di gravidanza.

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