La specie umana nella nostra era è caratterizzata dal grande sviluppo della neo-corteccia cerebrale, la parte “nuova” del cervello che presiede alle capacità scientifiche e razionali e alle funzioni del linguaggio.
Ma la funzione del parto, come le altre manifestazioni della vita sessuale, è profondamente legata all’istinto, cioè ai comportamenti governati dal cervello arcaico, quello dei mammiferi, quello direttamente connesso ai meccanismi di conservazione e continuazione della specie, quindi anche alla riproduzione.
Per favorire il parto, quindi è fondamentale evitare azioni che possano inibire l’attività del cervello arcaico.
Anche perchè è il cervello arcaico che guida la secrezione degli ormoni necessari al parto: è come un direttore di orchestra che dirige una sinfonia dove gli strumenti musicali ossitocina, adrenalina, prolattina, endorfine suonano la loro parte in perfetta armonia e sincronicità.
Cosa può inibire la capacità del cervello arcaico di dirigere l’alchimia dei suoni?
La stimolazione della parte moderna del cervello: la neocorteccia.
Per esempio parlare alla donna, farla stare immersa in un ambiente molto illuminato, comportarsi come osservatori, sono azioni che simolano la neocorteccia e inibiscono il cervello arcaico.
La vista è il nostro senso più “razionale” e viene stimolato dalla luce. Il buio invece favorisce l’attività del cervello arcaico.
Nella moderna gestione del parto il comportamento “razionale” è proprio quello che domina e che dovrebbe facilitare le cose: scienza, luce, parole tutte cose che ci rassicurano e dimentichiamo che la penombra e l’intimità sono invece le condizioni necessarie.
La maggior parte delle femmine dei mammiferi cerca istintivamente un angolo intimo e oscuro per mettere al mondo la prole, e del resto l’intimità è un ingrediente fondamentale di un attività notturna e segreta come quella sessuale.
E il parto, non dimentichiamolo è un aspetto della vita sessuale.

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