Una volta scelto il cesareo, il parto ‘sicuro, indolore, quello che protegge la donna dai danni perineali e il bambino dai traumi della nascita’, il parto “programmabile, rapido, prevedibile, il parto senza legami, il parto maschile” come dice Verena Schmid*, cosa succede dopo?
Solo in un’ottica parcellizzata dell’assistenza alla nascita, dove chi si occupa del parto non si occupa del dopoparto né del primadelparto, solo in un’ottica di discontinuità della relazione con la gestante, è possibile credere che il cesareo sia una scelta da praticare senza precise indicazioni mediche, cioè senza problemi veramente patologici che lo richiedano (e che sono statisticamente non più del 10-15%). Infatti, cosa succede dopo un parto cesareo? La rivista “Donna & Donna” ha svolto un’inchiesta su questo tema, incaricando alcune ostetriche di intervistare donne cesarizzate. Risultato: il dolore che non si prova durante il travaglio per via dell’anestesia, si prova tutto dopo, come in ogni intervento chirurgico. C’è sofferenza nel movimento, c’è sofferenza per la ripresa delle normali funzioni fisiologiche, c’è sofferenza nel tenere in braccio il bambino per allattarlo.
La mobilità, la vitalità, la salute della neomamma sono fortemente limitate dalla presenza di una ferita chirurgica che necessita di cure mediche. C’è inoltre una sofferenza interiore per la perdita di un’esperienza naturale, per non aver partorito con le proprie forze. L’empowerment, la sensazione di potenza che accompagna il passaggio da ‘ragazza’ a ‘madre’ nelle esperienze più felici di parto, viene a mancare e l’adattamento alla nuova condizione di madre è più difficile.
Anche la nascita della relazione madre-bambino è meno fluida: c’è una mamma con forti disagi fisici e un neonato meno propositivo, meno attivo nella relazione, a causa dell’analgesia materna.
Certo, i margini di recupero sono ampi, come in tutte le esperienze umane, ma è un peccato che alcune madri debbano faticare tanto per ottenere risultati che in un processo naturale sarebbero scontati
Tutte queste considerazioni definiscono una volta di più il taglio cesareo come un intervento medico di grande importanza e utilità in caso di patologie che non potrebbero essere affrontate diversamente; cioè: il cesareo è veramente necessario solo quando è veramente necessario!
*direttrice della Scuola Elementale di Arte Ostetrica di Firenze

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