le nanotecnologie

La sfida del futuro è già qui: ovunque nascono centri che cambieranno il mondo

Nel 1965 il grande fisico Richard Feynman pronunciò una frase che avrebbe fatto storia e che farà il futuro: C’è un sacco di posto là sotto. Per là sotto intendeva il microcosmo, in una dimensione che noi umani ad occhio nudo non possiamo osservare. Gli elementi che ne fanno parte hanno misure che sono al di sotto dei 100 nanometri. Solo nel 1986, l’invenzione del microscopio a scansione a tunnel, permise l’osservazione degli atomi e la loro manipolazione.

Da quel momento in poi è nata la nanotecnologia e ancor di più la nanotecnomania. Perché i governi di tutto il mondo sono interessati a questa meravigliòsa scienza che è lo studio dell’infinitamente piccolo. Non solo, ad essa si interessano, per ovvii motivi, tutte le grandi aziende del pianeta. Dai progettisti informatici a quelli aereospaziali, dalla medicina, ai produttori di armi, dai signori dello spionaggio all’agricoltura e persino l’abbigliamento, l’arredamento, le aziende sautomobilistiche e di materiali edili.

Basta pensare alle famose aziende di abbigliamento sportivo quali la Lee e la Levis. Hanno lanciato un nuovo tessuto in nanolex. La trama è costituita da microscopiche particelle chiamate nano-whiskers. Queste particelle non permettono il passaggio dell’acqua o delle macchie di caffè. Oppure le palle che non si sgonfiano, per il tennis, che ha prodotto la wilson. Meglio ancora i tessuti intelligenti che cambiano colore a seconda dei diversi momenti della giornata o che diventano impermeabili solo quando piove. E cosa ne dite dei bio chips più, incredibilmente, piccoli dei micro chips del computer? Fatti con molecole organiche simili al DNA. Nonostante le dimensioni invisibili saranno più potenti.

E’ inutile dire che queste scoperte o invenzioni già esistono e non sono solo un progetto, cambieranno i nostri modi di vivere ulteriormente.

In Italia il fiore all’occhiello, per quanto riguarda la ricerca sulle nanotecnologie è il Laboratorio Nazionale di Nanotecnologia con sede a Lecce. Direttore del centro è Roberto Cingolati il quale guida un gruppo di lavoro interdisciplinare formato da 100 ricercatori. ( Fisici, chimici e ingegneri ).


Esistono diversi settori in cui le nanotecnologie possono essere impiegate in campo biomedicale
. - Dice il Dottor Cingolati. -


Nel caso di assunzione tradizionale di farmaci, come per esempio quelli destinati alla cura del cancro, il prodotto non si concentra solo ed esclusivamente intorno alle cellule cancerose, ma viene assorbito anche dagli altri orgni sani. Le particolari caratteristiche di alcune nanoparticelle consentono invece di superare questi ostacoli e di raggiungere in maniera intelligente l’organo danneggiato dalla malattia.(…) Alcune nanostrutture possono inoltre essere trasferite attraverso strumenti di induzione magnetica proprio dove occorre e rilasciare il farmaco esattamente colpendo le cellule che devono essere curate. Altre nanoparticelle infine, sono in grado di agganciarsi chimicamente alle singole cellule cancerose e di distruggerle selettivamente, per esempio in seguito ad opportuna illuminazione.
Come vedete le opportunità sono infinite anche nel campo della medicina e in questo senso siamo solo all’inizio.

Pe le automobili la Pirelli ha già studiato delle nanoparticelle da integrare alle mescole dei pneumatici. E’ stato anche ideato il laser ai cristalli fotonici per migliorare la resa delle fibre ottiche.

C’è qualcuno come lo scienziato americano Eric Drexler, che ha previsto fra 50 anni avremo un assemblatore molecolare domestico. Questo ci permetterà di ricostruire qualsiasi cosa partendo dai componenti atomici.

Fantascienza? Forse ma quante cose solo 10 anni fa erano considerate fantascienza e adesso sono di uso comune?

Per questo motivo, per tutte queste opportunità e per quelle che verranno, i ministeri dell’istruzione si stanno dando da fare per rendere efficienti i corsi di laurea in materia. La competizione a livello internazionale è altissima e come dicono dal sito dell’università di Lecce:


Il settore nanoscienze ha come target fondamentale quello di sviluppare le nanotecnologie interdisciplinari all’interfaccia di fisica, chimica, biologia e ingegneria, con cambi di applicazione che vanno dalla nanoelettronica alle telecomunicazioni, all’ingegnerizzazione di composti chimici, fino alle nanotecnologie applicate alla genomica e alle bionanotecnologie.


L’altra sede nazionale per la nanotecnologia è a Pisa i due centri di Lecce e Pisa non hanno niente da invidiare al quelli superfinanziati d’oltreoceano. Anche l’Unione Europea è intervenuta economicamente alla sfida internazionale. Non si può certo stare a guardare, chiunque vorrebbe avere la possibilità di effettuare voli spaziali con un’astronave realizzata in materiali ultraleggeri e superveloce. Oppure i cellulari di terza e quarta generazione che funzioneranno a 100 megabit o i sensori per il monitoraggio dell’ambiente oppure i materiali ultraleggeri, elastici e resistentissimi.

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