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LAS, un vecchio/nuovo quartiere di artisti

La riscoperta di Lower East Side, quartiere malfamato, oggi covo di creativi emergenti

La storia dei quartieri, delle grandi metropoli e della loro ristrutturazione, non solo sta diventando un business a livello mondiale ma è, anche, una tendenza apprezzata che sta interessando uomini di affari ma anche ricercatori di novità.

Ho parlato, recentemente, su Natural Street della rinascita di un quartiere di New York, Dumbo, e adesso mi trovo a segnalare un’altra zona della grande mela, riscoperta e riportata alla ribalta. Lower East Side, chiamato dagli estimatori LES.

LES è la nuova stella, dei quartieri americani, dove si vende e si produce arte. Un quartiere che permette di respirare un pò di creatività e che è diventato, in poco tempo, una vetrina per gli artisti emergenti e un pozzo di affari per gli investitori.

L’arte è sempre stato un mezzo, nobile, per fare soldi e oggi, più che mai, questa tendenza sta prendendo piede ovunque. Ma tornando a Les, questo quartiere, antico, era abitato da immigrati ebrei, russi, italiani, tedeschi e anche sudamericani, in particolare dominicani.

Si dice che LES fu, per la New York degli anni ‘50, un pò, l’inferno e il paradiso. Nelle sue strade si aggiravano consumatori di droghe pesanti, pusher, freaks, gente colta da allucinazioni mistiche.

In un’atmosfera così oscura si vennero a creare comunità underground e momenti di sperimentazione alternativa. Situazioni creative che diedero vita a un fermento culturale e artistico che rese grande la New York degli anni ‘60/’70/’80.

E’ vero che, a New York, negli ultimi 10 anni, le ristrutturazioni di interi quartieri malfamati si sono susseguiti a ritmo incredibile. Tant’è che, dopo qualche anno, il fascino che questi quartieri emanavano, nei loro momenti più bui, si perde con il passare della moda e con lo spegnersi dei riflettori.

Ma Les, a quanto pare, non sta subendo una trasformazione definitiva e lussuosa. La necessità di nuovi spazi, diversi dalla improponibile Manhattan, con prezzi più accettabili, sta spingendo molti creativi a cercare nei dintorni. Negli ultimi due anni designer, artisti, artigiani, chef, galleristi poco dotati economicamente hanno deciso di trasferirsi.

L’idea vincente è stata quella di mescolarsi al tessuto urbano di LES. D’altronde gli spazi espositivi sono minuscoli perchè, per la maggior parte, in passato, erano mini appartamenti occupati dagli emigranti. Ma la salvaguardia delle antiche forme e misure, una volta tanto, si sta dimostrando vincente.

La maggior parte degli artisti appartengono alla strada. I galleristi, così, si sono trovati con tanta materia prima da esporre e portare alla gloria, gloria che, di riflesso, arriverà anche per loro.