Questo sito contribuisce alla audience di

Arte e moda un connubio sempre più celebrato

Le due discipline si alimentano a vicenda a suon di eventi

Da sempre la moda ha dovuto fare i conti con l’arte e viceversa. Nonostante l’opposizione di molti puritani questo incontro-scontro tra le due dee dell’essenza creativa è un evento che si ripete sempre più spesso. I creativi, in realtà, non si sentono dei veri artisti, come molti potrebbero pensare. Il loro animo creativo li porta a considerare orizzonti, attraverso la moda, che sono stati già percorsi da pittori, scultori, architetti, artisti da strada, musicisti e quanto altro si può chiamare espressione artistica.

Le ispirazioni espresse attraverso un vestito o un oggetto di design sono un omaggio ai geni dell’arte di ogni tempo. Ecco perchè molti designer promuovono mostre di respiro internazionale e molti musei di fama mondiale ospitano mostre dedicate ai grandi designer, soprattutto italiani.

Tutto questo lo dimostra la conferenza del 27 gennaio, Missoni e Tiziano, curata dalla fondazione Giacomini-Meo ai musei villa Mazzucchelli di Ciliverghe di Mazzano (Brescia): L’iniziativa è stata dedicata alla luce e al colore dal Rinascimento veneto alla moda del ‘900. Altro esempio è il connubio tra fotografia e moda attraverso il calendario Pirelli. Il calendario è diventato uno degli oggetti culto per la capacità espressiva dei fotografi chiamati a interpretarlo. Il calendario 2005 è stato curato dal fotografo di fama mondiale Patrick Demarchellier.

Ma il fenomeno, di connubio tra arte e moda, sta attraversando una trasformazione coinvolgente e inarrestabile. I galleristi storcono il naso pensando che le due discipline devono restare separate. Nel frattempo si organizzano, in continuazione, grandi mostre ovunque chiamate anche progetti light.

Tra gli eventi passati vorrei ricordare. Chaussèe-Croisès. Una rassegna di scarpe ideate da artisti e strane invenzioni di stilisti, presentata al Musèe de design e d’arts appliquès contemporaines di Losanna. A Milano, l’anno scorso, Zegna Baruffa Lane Borgosesia ha prodotto Nic Hess, artista di Zurigo, con installazioni tridimensionali che si rifanno al ricamo.

Un’altra mostra è stata quella promossa da Alea a scopo benefico. L’evento aveva coinvolto 60 artisti famosi e non decorando camicie di terracotta bianca.

Gli stilisti sono consapevoli di essere apparentati con il business oltre che con l’arte. Il loro è un compromesso continuo che accettano con grande sofferenza. La moda è anche industria oltre che creatività e questo lo dimostra la mostra al castello di Masnago: Industria, arte e moda in Lombardia: 1830-1945. Non solo arte ma anche arredi, decorazioni, abiti, album fotografici, che permettono di ricostruire un ambiente e il suo spirito. Sino al 3 aprile 2005.

E’ del 24 gennaio la notizia Ansa in cui si parla di F-wibe, marchio della maison Fornari che trae ispirazione dal connubio tra arte e moda e che ha partecipato alla fiera di Berlino. Tra i collaboratori del marchio c’è anche Miss Van, giovane graffittista francese le cui opere sono state esposte anche a Berlino, , ripetute in tele di piccolo formato e di diverse dimensioni.

Ma il rapporto arte e moda ha coinvolto anche studiosi di fama come Walter Santagata del Dipartimento di economia dell’Università di Torino. Il professor Santagata ha aprofondito, attraverso una relazione, i beni della creatività tra arte e moda. Viene tracciata l’evoluzione del concetto di creatività nel tempo. Poi vengono fissati gli elementi per una definizione economica della creatività e infine vengono messe in luce le differenze significative tra mercato dell’arte e l’alta moda.

Vengono poste anche alcune domande l’opera di Mario Merz è significativamente diversa da quella di Giorgio Armani? Perchè gliartisti sopravvivono a se stessi ma solo nei mercati di antiquario e nei muse e invece le grandi case di moda alimentate dal genio degli stilisti continuano nel sentiero della produzione creativa?

Secondo Santagata da un lato c’è un polo di artisti che interpretano l’arte come una forma di critica sociale e diventano abbastanza organici al mondo della politica di cui si fanno implicitamente interpreti. Dall’altra c’è un polo di artisti più orientati al privato e al mercato. Non sono protetti da apparati politici e lavorano con i galleristi condividendo i rischi della loro attività. Stato e mercato definiscono anche la dinamica del confronto tra arte e moda

Per il professor Santagata nonostante le origini del sistema della moda siano più recenti rispetto all’arte sembra importante che il mondo dell’arte somigli di più al mondo della moda, soprattutto per le maggiori opportunità che questa sa creare e cogliere in tema di economia della reputazione edi applicazione dei diritti di proprietà intellettuale.