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Il Vangelo Secondo Precario: una vera innovazione culturale

Il film prodotto dal basso con sostenitori da tutta Italia

E’ il primo film veramente indipendente e che sta dando un vera lezione di autoproduzione ai cosiddetti film indipendenti, all’americana, che dipendenti non sono mai fino in fondo.

Il Vangelo secondo precario, infatti, è stato prodotto grazie al sostegno di associazioni, reti sociali, persone che hanno creduto nel progetto e come si suol dire è stato Prodotto Dal Basso. Uno dei collettivi, interessati alla promozione della cultura libera e dell’autopromozione, che l’hanno sostenuto, è proprio Produzioni Dal Basso.

Su PDB il progetto è stato presentato con grande entusiasmo e ha suscitato subito la curiosità del pubblico, della stampa, degli ambienti culturali. La formula è stata un’intuzione intelligente che ne ha decretato il successo prima che il film venisse compiuto.

I sostenitori, incredibile, sono stati 3000, (al momento che scrivo questo intervento), e ne mancano ancora 1000 per raggiungere l’obiettivo finale. Ma gli ideatori del progetto non faranno fatica a raggiungere tale cifra. Per tutti coloro che non sono riusciti a produrlo attraverso il sito di PDB, il cui progetto è stato chiuso proprio oggi mercoledì 6 luglio, possono partecipare come produttori attraverso il sito del Vangelo Secondo Precario. (Il link in fondo).

Ma cosa è questo film sul precariato? Naturalmente è impossibile fare una recensione in quanto nessuno lo ha ancora visto. Anche io, che sono uno dei produttori, sono in trepidante attesa di uno dei dvd che riceveranno a casa i sostenitori e i cui nomi compariranno in coda. Vediamo, dunque, come gli stessi autori lo hanno descritto.

Milano, anno 2005. Trovare lavoro è un delirio, il lavoro è un delirio, il traffico è un delirio, la spesa è un delirio e le bollette sono un delirio. Il risultato di questa quotidiana lotta per la sopravvivenza assomiglia a quello tipico di un’economia di guerra: pochissimi guadagnano un sacco di soldi, alcuni tirano avanti e la maggioranza ne paga le conseguenze. Tutti ci lamentiamo, tutti siamo scontenti, tutti,dal lavoratore atipico al piccolo imprenditore, ci sentiamo precari e quotidianamente precarizzati: eppure giorno dopo giorno ci lasciamo atomizzare e assorbire, ognuno singolarmente, in una competizione tutti contro tutti che non prevede vincitori. Il film racconta questo scenario in modo schietto, tagliente, ironico e anti-ideologico, senza sconti e addolcimenti per nessuno ma con la ferma convinzione che una via d’uscita esiste.

Chiaro? I contenuti ci sono e sono attualissimi. Ma oltre all’argomento trattato la cosa interessante è il metodo innovativo con il quale il film è stato progettato. Prima di farvi leggere quello che gli autori dicono a tal  proposito, aggiungo che finalmente c’è un metodo, in Italia, che non teme i monopoli e resiste ai mille ostacoli che incontrano i creativi che non sono promossi dall’alto.

Al giorno d’oggi la maggior parte dei contenuti culturali e d’intrattenimento vengono prodotti e serviti dall’alto. L’industria interpreta i suoi dati, individua un tema, realizza un prodotto e lo impone al mercato.

Con “il Vangelo secondo Precario” scommettiamo su un modello alternativo per la produzione di contenuti culturali e di intrattenimento, un modello basato sulla possibilità di aggregare dal basso una massa critica di interesse e risorse attorno ad un’idea/progetto, tale da trasformare questa idea/progetto in un prodotto capace di competere sul mercato.

Le idee si diffondono, raggiungono un punto di fusione e fioriscono in prodotti culturali e di intrattenimento indipendenti e alternativi.

Aiutateci a produrre dal basso il Vangelo secondo Precario e aprirete la strada ad una piccola grande rivoluzione.

 Ricordo gli autori del film: Obino, regista tutto fare come lui si definisce. Stefano Cella, produttore esecutivo e lettore, rilettore del Signore degli Anelli. Francesco Pensabene, creative director e uomo dal gadget facile. Inoltre tutti i sostenitori, produttori e portatori di idee, senza doversi raccomandare a qualcuno.

Tra gli attori: Giovanni De Giorgi, Davide Stecconi, Elisa Valtolina. Laura D’Amore, direttore di produzione.