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Il fenomeno della Trance dance si diffonde anche in Italia

Gli effetti ipnotici, naturali, alternativi alle sostanze psicotrope

La Trance Dance è uno dei fenomeni giovanili e non solo che negli ultimi anni si è diffusa quasi spontaneamente e che sta diventando un fattore di costume. Per rendere l’idea di cosa sia basta prendere ad esempio la tecnho dance. Con la tecnho si può cadere in trance senza l’utilizzo di sostanze psicotrope.

Essa richiede una forte resistenza fisica arrivando a ballare per giorni interi. Dimostra che l’uso intensivo del corpo, seguendo il ritmo della musica, porta a stati alterati di coscienza senza l’uso di ecstasy.

La tecnho è una delle tecniche prese in considerazione dagli studiosi per dimostrare a tutti che è possibile cadere in trance in modo naturale. E sono in tanti, soprattutto giovani, che hanno capito le possibilità della trance dance. Questo fenomeno comincia ad essere eseguito in ogni angolo d’Europa e anche in Italia.

Gianfranco Salvatore, docente di Etnomusicologia presso l’Università di Lecce è uno degli studiosi che alla Tecnho Trance e al fenomeno delle allucinazioni ha puntato le sue ricerche. Salvatore ha pubblicato persino dei libri su questi argomenti definendo la tecnho come la rivoluzione musicale di fine millennio.

Ma per andare in trance ci sono altri metodi naturali diversi dalla danza. Ad esempio, guardare senza interruzione l’oblò della lavatrice in movimento, oppure guardare il video della tv su un canale non sintonizzato o osservare la luce del sole tra i rami. Tutti metodi esistenti in natura e che possono determinare quella che viene chiamata la trance spontanea.

La trance dance è stata appresa, in parte, dai riti degli sciamani i quali, durante i loro viaggi dello spirito, vanno alla ricerca dei pezzi di anima che sono stati smarriti lungo il percorso della vita. Lo sciamano può ritrovare questi pezzi e riportarli nel corpo per guarirlo da questa perdita e far ritrovare all’individuo la sua profondità.

L’Italia è uno dei paesi che accoglie con minore resistenza questi fenomeni culturali che tanto nuovi non sono. Un rito tradizionale esistente nella nostra cultura e che ricorda la tecnica trance, la musica guaritrice e purificatrice, con il ritmo ossessivo e la danza irrefrenabile è la Taranta Salentina.

Oggi la taranta è stata adottata dai giovani raggiungendo un successo qualche anno fa inpensabile. Questa danza e musica insieme ha attirato l’attenzione di musicisti di fama mondiale come Stewart Copeland ex Police. Copeland ad Agosto è sempre a Lecce in occasione della Notte della Taranta. Festival che ha varcato i confini nazionali e che ogni anno richiama 80.000 giovani da tutta Europa.

Per la trance dance sono state aperte anche delle scuole le quali insegnano ad abbandonare le resistenze e a lasciarsi andare al movimento interiore. Queste tecniche aiutano a diventare più creativi e a trovare il coraggio smarrito. Un’altra tecnica utilizzata è lo Yoga Kundalini, definito molto potente perchè stimola l’energia creativa spesso latente. Non dimentichiamoci di altre danze-appuntamento di massa, spesso clandestine, come i rave party.

Gli studiosi che si dedicano a questi fenomeni sono tanti. In Europa si è creata una organizzazione di scenziati chiamata Asc Consortium. Essi cercano di capire il perchè degli effetti ipnotici del cervello da parte di certi tipi di ritmi.

I giovani, concludendo, sono quelli maggiormente attratti da questi fermenti. Essi sono sempre alla ricerca di nuovi confini, nuovi confronti. Cercano una via o una vita diversa che probabilmente esiste ma che difficilmente si intavede, le regole sociali dettate dai grandi spesso oscurano orizzonti migliori.

La trance è una via, loro lo hanno intuito, per tornare ai primordi, servirsi degli effetti ipnotici naturali per riprendersi l’anima e la propria profondità. Bisogna stare attenti agli abusi però e ai millantatori. Adulti dal sorriso giovane che sono dietro all’angolo per vendere un’altra illusione. Ma questo è un discorso che porta verso un’altra storia e per ora è meglio fermarsi qui.