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Xtreme Generation

X come contrario, X come proibito, X come alieno, X come eccessivo.

Pubblico una parte del bell’articolo di Tonino Armata sul Quotidiano della provincia di Ascoli Piceno dal titolo Kick & lick - xtreme generation.

Una ricerca sulle culture emergenti che lentamente ma inesorabilmente stanno modificando i costumi e le percezioni sociali a livello mondiale. Nessuno ne è escluso. X come contrario, come proibito, come eccessivo, come alieno. Il resto potrete leggerlo al link in fondo.

Musica, arte, cinema, sport di strada sono un unico territorio d’azione. Golan Levin ad esempio: performer americano ora di fama mondiale. E’ musicista, ingegnere, compositore e artista visivo capace di produrre da solo i software dei suoi eventi multisensoriali dove il suono si trasforma in immagine. Golan canta in piedi insieme a Joan La Barbara e, sullo schermo, ogni fonema emesso dalle loro bocche si traduce in grafismi che crescono come piante invasive sui mega schermi alle loro spalle. Simile e diversa, ecco Vesna Victoria, artista visiva, anche lei capace di manipolare un software come fosse un pennello e di mettere in scena instantanee performance dove il pubblico ha l’illusione di toccare complesse geometre che fluttuano in uno spazio buio o dove i nostri corpi, catturati da una telecamera, sono trasformati in ombre che si accavallano grigie e dilatate su uno schermo.

Golan e Vesna sono viva testimonianza d’una ricerca che è lente d’ingrandimento di tutte le modifiche percettive che hanno invaso il nostro quotidiano. “Il messaggio di un medium è nel mutamento di proporzioni di ritmo o di schemi mentali che introduce nei nostri rapporti umani”, diceva l’intramontabile Marshall McLuhan. “Kick & Lick”, lo definisce oggi in gergo street style Paulo Von Vacano, una sorta d’antropologo del presente, fondatore della Drago Arts-Communication casa editrice e discografica interamente centrata sulle culture emergenti. Kick & Lick è il modo più veloce per esprimere il rinnovamento percettivo a cui siamo sottoposti. E’ l’”hic et nunc” del digitale.

Letteralmente sorpresa e piacere, ma anche eccitazione e velocità. Tutto ciò che attraversa tanto il Web che il corpo. Un corpo che la velocità deforma e trasforma, portando oltre i limiti delle leggi di gravità e dei principi della fisica. E’ la religione degli skaters, acrobati metropolitani e adrenalici, legate alle stesse parole d’ordine di Boccioni e Marinetti: velocità, individualismo, appartenenza al branco, ricerca estetica, edificazione di un mondo alternativo.
Oggi gli skaters sono cambiati, non più solo spericolati guerrieri metropolitani, ma artisti, fotografi, performer e persino designer e testimonial di nuovi brand giovanili.

E’ nato l’S-style, “S2 come Speed ma anche come Street, Sound, Surf, Skate, Sms, Scratch. Un movimento avanguardistico che nasce nella strada e che usa i sistemi di comunicazioni per cambiare il sistema partendo dalla periferia. Una planetaria tribù che con la benedizione di Aaron Rose, loro mercante e mentore, si è raccolta recentemente in una mostra, che ha attraversato vari centri espositivi della California. Titolo “Beautiful Losers” (come il romanzo di Leonard Cohen): belli, perdenti, ma soprattutto estremi, in tutto.