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Charlotte Perriand, architetta coraggiosa avanti alla modernità

Sino al 27 marzo, a Parigi, un percorso espositivo sulla carriera di una designer intelligente e rivoluzionaria.

Charlotte Perriand è stata una delle figure più emblematiche del 20° secolo proprio perchè è stata considerata un’architetta avanti alla modernità. Sin dal 1927 si è associata all’atelier di Le Courbosier e Pierre Jeanneret per la quale è stata responsabile dei progetti per l’arredamento della casa.

Questa donna , vicina ai movimenti sociali degli anni ‘30, fu presente, in occasione du Salon des Arts Mènagers del 1936 per presentare un fotomontaggio spettacolare e militante, intitolato La Grande Miseria di Parigi.

Questo appuntamento, già in corso, sarà concluso il 27 marzo. Il sottoscritto ha visitato, per i lettori di Natural Street, il lungo percorso che si estende all’utimo piano del Centre Pompidou a Parigi. Devo dire che è una occasione da non perdere per tutti coloro che saranno in visita a Parigi entro questo periodo. Sono visibili tutte le soluzioni che Charlotte ha proposto per una casa, moderna, confortevole, razionale e perchè no? Ancora oggi affascinante, elegante. Interessanti le scelte organizzative degli interni per luoghi inusuali o comunque piuttosto lontani dalle comodità urbane del tempo.

La retrospettiva è la prima dedicata alla pioniera dell’avanguardia modernista dalla sua morte avvenuta nel 1999 a Parigi, sua città natale. La grande architetta fu legata ai più importanti movimenti avanguardisti, quelli promossi da Fernard Lèger e da Jean Prouvè con i quali ha progettato numerosi pezzi d’arredamento oggi ammirati in tutto il mondo e diventati fonte di ispirazione per i famosi designer contemporanei.

Nove sono le sale espositive attraverso le quali è possibile vedere gran parte degli archivi di Charlotte Perriand. Documenti, lettere, foto, progetti realizzati e altri mai prodotti, sedie, tavoli, un film inedito, il tutto accompagnato dall’alternarsi della voce registrata di Charlotte durante un programma radiofonico.

Tra il 1940 e il 1943 l’architetta parigina visse, anche, in Giappone su invito del Ministero del Commercio e dell’Industria con il compito, iniziato da Bruno Taut, di definire nuove strategie e nuovi orientamenti per la produzione industriale nipponica. Durante la sua permanenza si dedicò allo studio della cultura e architettura giapponese. Insieme a artigiani giapponesi realizzò una serie di oggetti di arredo con l’intento di promuovere il dialogo, attraverso la creatività, tra oriente e occidente.