Social marketing, social networking e dictatorial marketing.

L'evoluzione della comunicazione del web, le nuove figure tra marketing sociale e commerciale e prevedibili conseguenze.

Da Wikipedia leggiamo:

“Secondo gli studi di Philip Kotler, il marketing sociale può definirsi come l’utilizzo delle strategie e delle tecniche del marketing per influenzare un gruppo target ad accettare, modificare o abbandonare un comportamento in modo volontario, al fine di ottenere un vantaggio per i singoli individui o la società nel suo complesso. [Koter P., Roberto N., Lee N. Social Marketing - Improving the Quality of Life. Thousand Oaks (California), Sage Pubblications, 2002 (second edition), p. 5]”.

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Anche se, in questo caso, viene fatta una distinzione e una precisazione. Evidenziando la differenza tra social marketing e marketing commerciale dei quali, ormai, si sta abusando abbondantemente. Il marketing sociale dovrebbe essere applicato per trarne un benificio in termini di salute o comunque per migliorare la qualità della vita delle persone. Il marketing commerciale ha come scopo principale l’obiettivo di favorire un beneficio economico. E’ chiaro che le due scienze subiscono nel tempo una sovrapposizione e una trasformazione fondendo i due obiettivi per un disegno piu’ grande. Nobile e lucrativo allo stesso tempo.

Il web è il veicolo, complice è l’informazione e la sua condivisione. Quindi si sta sviluppando una combinazione di fattori il cui esito è imprevedibile. Infatti l’evoluzione è graduale e in pieno fermento. Le aziende che hanno costruito delle basi virtuali permanenti ne sono coscienti. Hanno valutato, in tutti questi anni di promozione online, quali sono le potenzialità che una simile ricerca comporta. In tanti si sono fatti una cultura sul tema e presto vedremo figure specializzate con laboratori virtuali come le stazioni in orbita ad osservare lo spazio. Intanto l’attenzione si è concentrata, maggiormente, sui social network. I grandi portali contenitori di informazioni a 360°. Vere e proprie agorà che permettono il passaggio di centinaia di migliaia di utenti. Quelli piu’ preparati hanno una immagine e contenuti propri che servono ad attrarre utenti specifici. Con una selezione delle argomentazioni e uno studio sull’impaginazione e i colori.

Molti con servizio di forum e di chat. La suddivisione in stanze permette di organizzare le discussioni e di poter scegliere il contenuto che piu’ interessa. Possiamo parlare di comunicazione spontanea o indotta. Una cosa è certa: questi ambienti sono il polso di una buona fetta della società. In fondo i fruitori di questi spazi sono persone che vivono in internet, come il sottoscritto e gran parte dei nostri lettori, ma vivono anche la quotidianità. I più curiosi si informano su tutto, vanno anche al cinema, leggono il giornale, guardano la tv, lavorano, hanno famiglia o son single, vanno a fare la spesa. I social marketer questo lo sanno e la pressione economica è tanta. Una figura che segua con professionalità le evoluzioni comunicative, sia in termini di linguaggio che di contenuti, dei portali, degli spazi virtuali di grande passaggio è importante. Una figura che sarà impegnata a scandagliare organizzare, pianificare la ricerca sul web. Tenendo d’occhio anche i cambiamenti che avvengono nel  mondo reale. Questo perchè bisogna avere grandi doti. Intanto basi culturali molto vaste. Capacità intuitive come anche quella di saper comprendere da una semplice lettura l’umore, il gusto, l’inclinazione di una persona.

Ancora da wikipedia leggiamo: 

“Introdotto nel 1971 [Kotler P., Zaltman G. Social marketing: an approach to planned social change. Journal of Marketing 1971; vol. 35: p. 3-12.], il marketing sociale trova le proprie radici in molteplici discipline (es. la psicologia, la sociologia, l’antropologia, le teorie economiche e della comunicazione) che contribuiscono a esaminare e comprendere cosa determina il comportamento umano, inteso quale risultante di fattori ambientali, sociali e individuali”.

L’argomento come si può intuire è molto vasto ed è impossibile trattarlo complessivamente in questa mia segnalazione. Volevo porre semplicemente l’attenzione su un argomento che sta interessando molti e che influenzerà le forme di comunicazione virtuali e di conseguenza reali. In primis la pubblicità, ogni forma di attività promozionale i cui curatori sono coscienti dei vantaggi. Con operazioni di marketing studiate appositamente per un certo target, utilizzando il sistema del marketing di nicchia e penetrando maggiormente nel tessuto sociale. Anche in quello più ostico. Corteggiando persino, sembra impossibile ma è così, un pubblico anarchico, insensibile agli stimoli sociali. O comunque insensibile  agli stimoli e ai corteggiamenti di massa. Adulando proprio chi rifiuta i messaggi palesi della commercializzazione dei valori e dei sentimenti. Per una simile operazione, che al momento potrebbe sembrare fantascienza, ci vuole una operazione molto raffinata e che parta dal basso. Che conosca bene il linguaggio e il carattere del gruppo a cui ci si rivolge.

Resta, per l’ennesima volta, il dubbio sull’utilità sociale di tutto ciò. Con la speranza che non accada. Le conseguenze sono prevedibili da questo punto di vista. Intanto la pura illusione sulla protezione della nostra privacy. Noi stessi aspiriamo affinchè questo avvenga e a noi stessi, in primis, anche se con discrezione, piace spiare, conoscere, vedere. La constatazione e la consapevolezza del fatto che navigare in internet comporta questi rischi. Infischiarsene o fare molta attenzione. Un quesito che porta a un altro target. Molti film di fantascienza degli ultimi 10 anni insegnano molto in questo senso. Speriamo che servano da antitido per una coscienza  che potrebbe essere sempre più pilotata.

In ultimo c’è la questione dell’educazione all’uso di internet. Quindi una sensibilizzazione, limpida, priva di preconcetti, che responsabilizzi i minori con il supporto della scuola. Con chiarezza e semplicità come quando si muovevano i primi passi, ammesso che poi ce ne siano stati altri, nei confronti dell’educazione sessuale. Mi rendo conto di aver dato l’impressione di essermi discostato parecchio dal tema iniziale ma pensandoci un pò neanche tanto.

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