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Io faccio la mia parte: per un consumo equo e solidale

A distanza di 5 anni dalla sua nascita la campagna di sensibilizzazione va avanti con successo e adesso ha un alleato silenzioso: L'ONU.

L’associazione Progetto Gaia, si è fatta promotrice di una interessante campagna di sensibilizzazione denominata “Io faccio la mia parte”. Almeno un giorno alla settimana per un consumo equo e sostenibile. Tutto questo partendo da una semplice considerazione: Non è sufficiente manifestare per diffondere questo concetto, è importante che ognuno di noi decida, una volta per tutte, a cambiare il proprio stile di vita evitando di favorire le multinazionali.

Consapevoli del fatto che modificare le abitudini non è cosa facile ma indispensabile. Consapevoli del fatto che i cambiamenti, come dimostra la storia, avvengono molto lentamente, il consiglio che vien dato è quello di modificare le proprie abitudini partendo da un solo giorno alla settimana. Come dicono gli amici di Progetto Gaia :

Per nutrirci, noi (letteralmente) consumiamo il mondo, possiamo farlo con intelligenza scegliendo alimenti la cui produzione non distrugga il Pianeta, oppure continuando con la nostra attuale dieta a base di carne e derivati producendo deforestazione, desertificazione, inquinam

ento chimico, sprecando quantità enormi di energia, di acqua, inquinando le falde, colonizzando i paesi più poveri, strappando loro i cibi vegetali che sarebbero utili per la loro alimentazione, causando il disastro della fame, giustificando le multinazionali che producono OGM, mantenendo gli squilibri tra paesi poveri e paesi ricchi con le conseguenze che tutti siamo in grado di valutare.

Quindi non è sufficiente inneggiare alla pace se non si agisce in modo concreto, come non si puo aderire, con convinzione, a questa campagna se non si eliminano, per almeno un giorno alla sttimana, utilizzare i mezzi pubblici, non acquistare nei grandi magazzini, fare la spesa nei negozi di prodotti biologici.

A Progetto Gaia ci spiegano perchè questa campagna e la sua utilità:

Perché cambiare da soli è difficile e poco utile, se lo facciamo insieme sarà più semplice… e più politico.

- Perché cambiare insieme è più facile: abbiamo aperto un forum e una Lista di discussione riservata a coloro che partecipano alla Campagna, abbiamo preparato del materiale di informazione che potrà essere stampato e distribuito, forniremo menù e cercheremo soluzioni comuni perché la nostra giornata settimanale di consumo equo e sostenibile sia davvero un atto collettivo e piacevole!

- Perché nessuno riesce ad ammettere la verità, tutti parlano di inquinamento, di sostenibilità ma nessuno (nessuna Organizzazione) dice chiaramente che noi facciamo Politica tutti i giorni con il nostro modo di vivere. Anche chi si occupa dei consumi non ha il coraggio di indicare l’alimentazione come la causa principale di distruzione del Pianeta, confondendo (per esempio) le confezioni con il contenuto o i trasporti con ciò che viene trasportato!

Inoltre dopo attenti studi è stato dimostrato che aderendo alla campagna si ottengono effetti positivi favore dell’ambiente che viviamo e di noi stessi. Ecco un esempio riguardante la carne:

Consumo procapite di carne, in Italia, nel 2002 in kg: Avicola 18,6 - Suina 36,8 - Bovina 24 - Totale 79,4. Un italiano medio che aderisce alla campagna, riduce del 14,25% (52 giorni su 365) il suo consumo annuo di carne, cioè di 11,31 Kg.

Per produrre carne, è necessario alimentare gli animali con mangimi proteici: essenzialmente cereali e soia. Per produrre 11,31 Kg di carne, sono necessari 96,7 Kg fra cereali e soia. Questa è la quantità di cibi vegetali che viene risparmiata da ogni aderente alla Campagna.

Riducendo in media di 11,31 Kg il consumo di carne, si liberano 400 m2 di terreno che non devono più fornire mangimi per gli animali. Questo terreno può produrre potenzialmente: Carote: 1.360,7 Kg - Patate: 1.814,3 Kg - Pomodori: 2.267,9 Kg… e molto altro! (2)

E con l’acqua come la mettiamo?

La zootecnia è un industria particolarmente avida d’acqua. Per produrre gli 11,31 Kg di carne risparmiati dalla Campagna sono necessari ben 581.509 Litri d’acqua! Questa quantità d’acqua, potrebbe fornire, alternativamente: Pomodori: 1.356 kg - Patate: 1.308 kg - Frumento: 1.258 kg - Carote: 945 kg.

Per capire effettivamente di quali quantità stiamo parlando, è necessario sapere che il consumo italiano medio di acqua riconducibile esclusivamente alle abitazioni, si aggira sui 73.000 litri procapite all’anno (3).

Un dato che impallidisce rispetto alla quantità d’acqua necessaria alla produzione della carne consumata solamente per un giorno alla settimana nell’arco di un anno! Questo significa che la crisi idrica, da cui l’Italia non è esente (4), si può governare solo se agiremo anche sulla nostra dieta.

Interessante è anche la parte che riguarda l’energia fossile:

L’energia necessaria per produrre 11,31 chili di carne da animali nutriti con grano è quella fornita da 85,5 litri di carburante. Certo, anche l’agricoltura è un industria basata sul petrolio, ma…
- La percentuale di ritorno energetico (come energia alimentare per energia fossile consumata) del più efficiente allevamento per la produzione di carne è 34.5%
- La percentuale di ritorno energetico (come energia alimentare per energia fossile consumata) della meno efficiente coltivazione di vegetali è 328% (5)
.

Si può quindi affermare che l’efficienza della produzione di carne è 10 volte inferiore di quella della produzione di vegetali e che rinunciando a consumare 11,31 Kg di carne all’anno, si risparmiano almeno 76,35 litri di carburante. Si ha quindi un aumento di efficienza di circa il 90%!

Riassumendo, l’energia consumata per produrre l’equivalente nutrizionale di 11,31 Kg di carne è fornita da 9,15 litri di benzina. Ci troviamo di fronte ad un aumento dell’efficienza del nostro carburante (il cibo) di circa il 90%!

Quindi come si partecipa alla campagna? Ognuno sceglie un giorno alla settimana impegnandosi per quel giono a modificare la propria alimentazione. Evitando quindi di consumare cibi di derivazione animale. La campagna non ha limiti di tempo, luogo, spazio. Perchè puo’ essere fatta ovunque e in qualsiasi momento anche in ufficio o nella pausa pranzo. Propagandandola anche a tuti coloro che ci sono vicino.

Pare che la campagna “Io faccio la mia parte” ha avuto un tale successo che è riuscita a ottenere l’interesse da parte del gruppo intergovernativo sui mutamenti climatici delle Nazioni Unite. Infatti Rajendra Pachauri presidente dell’Ipcc si è espressa a favore della campagna dicendo ” Rinunciare alla fettina almeno una volta alla settimana avrebbe un impatto notevole”. Pur non aderendo in maniera aperta alla campagna, l’ONU ne ha riconosciuto l’importanza. Partita 5 anni fa questo progetto è cresciuto notevolmente con migliaia di adesioni in tutto il mondo. Queste persone sono convinte, e anche noi di Natura Street, che organizzandoci tutti collettivamente ogni singola scelta non arà inutile.