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Il convegno del SANA sulla legge per le medicine non convenzionali

Facciamo il punto della situazione, presentando il resoconto degli interventi più significativi dell’importante convegno svoltosi il 12 settembre 2004 al SANA di Bologna.

convegno sana sulla legge per le medicine non convenzionaliMedicine non convenzionali, professionalità, scienza e normativa è stato il titolo del convegno tenutosi nel corso dell’ultima edizione del SANA. Anche questa volta, l’attenzione si è concentrata sull’emanazione di una legge nazionale che regoli il settore e le diverse professionalità che vi operano.

Riportiamo qui i punti salienti per la Naturopatia e i Naturopati.

L’On. Lucchese (relatore della proposta di legge sulle medicine non convenzionali) ha dichiarato: “Siamo alla fase finale. Dobbiamo utilizzare bene questo anno e mezzo di cui disponiamo prima che finisca la legislatura per portare in porto la legge. E non fermarci alla prima parte, quella che riguarda i medici sanitari. A noi interessa andare a regolarizzare la professione da parte di chiunque la eserciti, anche per tutelare i cittadini da possibili ciarlatani. Si tratta di fare una legge nazionale per i profili professionali e l’ordinamento didattico. Le pratiche non convenzionali contemplano tre blocchi: medici; chiropratici e osteopati; operatori delle discipline bionaturali. Io penso che per gli operatori del bionaturale serva un diploma di laurea breve, ma vedo che non sono d’accordo né i medici convenzionali né i diretti interessati. A questo punto, si può decidere per una formazione da affidare alle Regioni”.

Preoccupata Daniela Guerra (Presidente Gruppo Verdi Regione Emilia Romagna): “Il nemico è fuori. C’è la pressione dei medici e delle lobby farmaceutiche. Il Parlamento, anche tenendo conto della scadenza naturale del 2006, non ha molto tempo per varare la legge. Potrebbe riaccadere quanto già successo con la proposta portata avanti dall’onorevole Galletti”.

Ma sono preoccupati anche i medici non convenzionali, perché la legge non piace nemmeno a tanta parte del mondo medico ufficiale. Il professor Sangiorgi afferma: ”Rimane il grosso scoglio della scientificità. Negli ultimi mesi c’è stata una forte offensiva da parte della mente accademica affinché le medicine non convenzionali non possano essere considerate scientifiche”.

Il consigliere regionale del Piemonte Antonello Angeleri afferma: “Dopo la bocciatura della Corte Costituzionale della legge della Regione Piemonte abbiamo fatto un’altra legge sulle discipline bionaturali, limitandoci ai campi più di nostra competenza. L’abbiamo approvata a maggio di quest’anno ed è già oggetto di un altro ricorso. E’ una lotta contro i mulini a vento. Eppure siamo in presenza di un mercato, operatori e cittadini che hanno bisogno di una risposta. Significa che percorreremo altre strade”.

Significativo l’intervento dell’avv. Giancarlo Rizzieri (esperto di legislazione sulle medicine e tecniche non convenzionali), in particolare perché sottolinea l’importanza degli operatori non medici (quali i naturopati): “Ci sono già regole precise, a livello comunitario, e vanno rispettate. Non vedo perché ci debba essere una violenta resistenza da parte dell’Ordine dei Medici. L’Università ha tutti i sistemi per consentire ai medici allopatici di specializzarsi in una delle specialità delle medicine non-convenzionali. Ma ci sono tante professionalità valide tra i non medici. Il discrimen deve essere che il non-medico non possa svolgere attività di pertinenza del medico chirurgo”.

Ma questo i naturopati lo sanno bene e da tempo.

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