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Resoconto del congresso nazionale di naturopatia (prima parte)

In data 1 novembre 2004, si è svolto a Padova il congresso "Il Naturopata: operatore sanitario non medico o operatore bionaturale?". Vediamo com'è andata.

congresso nazionale di naturopatia a padovaIl congresso è stato ideato allo scopo di far chiarezza sulla figura del Naturopata, soprattutto in relazione agli sviluppi legislativi, e ha rappresentato un momento di incontro e di confronto tra naturopati e politici. Quelle che seguono sono le sintesi dei principali interventi.

L’On. Luigi Giacco (nella foto), della Commissione Affari Sociali, ha parlato dell’andamento dei lavori in merito alla proposta di legge nazionale sulle medicine e discipline non convenzionali ed è intervenuto al congresso per recepire proposte per il testo del PDL.

Le ipotesi prese in esame dalla Commissione sono due:

1) Naturopata all’interno delle Discipline Bio-Naturali, con formazione triennale a livello di corsi professionali regionali (ipotesi più accreditata).

2) Naturopata sanitario, con formazione triennale universitaria (laurea breve).

In ogni caso, dev’essere previsto un profilo professionale di alto livello, con un monte ore significativo. Fino a fine novembre, l’iter di legge non verrà ripreso. Il testo in Commissione è ancora, ad oggi, quello che prevede l’istituzione del naturopata come operatore non medico. Non si può disperdere il patrimonio di esperienza di tutti questi anni e pertanto le scuole e gli istituti che hanno finora operato seriamente dovranno essere accreditati. Per quel che invece riguarda i singoli professionisti che hanno già conseguito un diploma, ci saranno senz’altro norme transitorie per il riconoscimento, eventualmente prevedendo una formazione integrativa. L’onorevole ha inoltre invitato le diverse associazioni di naturopati ad aggregarsi intorno a un progetto comune e a far pervenire richieste chiare e univoche al legislatore. Una legge sarà comunque necessaria, perché bisogna mettere ordine in questo settore, a tutela della salute dei cittadini (più di 12 milioni di italiani utilizzano pratiche e medicine olistiche) e dei professionisti seri.

La dott.ssa Bruna Buresti, presidente della Federazione Nazionale Italiana per la Naturopatia, ha affermato che la proposta di legge nazionale, nella formulazione che prevedeva il Naturopata come figura socio-sanitaria, con competenze già delineate, poteva funzionare. Ha criticato invece l’impostazione “emendata” del disegno di legge, che identifica i naturopati come “educatori alla salute”, interrogandosi su quali margini operativi potremo mai avere in questo settore. Il naturopata è indubbiamente un professionista della salute e per questo dev’essere normato a livello nazionale. Il Naturopata inoltre non parla in alcun modo di patologia ed è quel professionista che si colloca tra la salute e la malattia.

Il dott. Paolo Ruberti, coordinatore del Comitato di Consenso per le Medicine non Convenzionali, ha affermato, tra le altre cose, che il fulcro della Naturopatia è la salutogenesi, che si concretizza nella responsabilizzazione dell’utente e non solo nell’informazione. Ha auspicato anche per la Naturopatia la creazione di un Comitato di Consenso analogo a quello ideato per le Medicine non Convenzionali, che possa produrre un documento chiaro e netto sul profilo professionale e le competenze del naturopata e su cui le diverse associazioni si accordino.

Il dott. Dario Chiriacò, presidente dell’Ordine dei Medici di Rieti e membro della Commissione per le Medicine non Convenzionali della FNOMCeO, assente per motivi di salute, ha inviato un fax con cui ha mostrato apprezzamento per quanto affermato dalla dott.ssa Buresti al Costanzo Show.

Leggi la seconda parte del resoconto del congresso nazionale di naturopatia di Padova.

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