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Resoconto del congresso nazionale di naturopatia (seconda parte)

La seconda e ultima parte della sintesi del congresso sulla naturopatia di Padova.

congresso nazionale di naturopatia a padova

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La dott.ssa Vera Termali del SIHeN ha sostenuto che i naturopati (che sembra siano circa 20.000 in Italia) devono essere riconosciuti come operatori sanitari e che la formazione del naturopata dev’essere consistente e uniformata a quella degli altri operatori del sanitario. Ha criticato l’impostazione del PDL “Lucchese” che prevede 800 ore in tre anni, non ritenendola affatto professionalizzante. Sono più che sufficienti per un educatore alla salute, ma non per un operatore sanitario. Ai naturopati italiani le DBN non bastano. I naturopati hanno tutti gli strumenti per poter essere operatori sanitari. Spiega come le principali associazioni e scuole intendono la figura del naturopata e quali sono le tecniche che dovrebbe utilizzare.

Il prof. Antimo Zazzaroni dell’Istituto di Medicina Naturale di Urbino ha eseguito un confronto tra ciò che fa il medico e ciò che fa il naturopata. Al naturopata devono competere le analisi del terreno e degli squilibri energetici, l’educazione a stili di vita, i consigli e i trattamenti salutistici per prevenire, disintossicare e stimolare i meccanismi di autoguarigione, l’informazione e l’educazione (anche attraverso corsi e didattica nelle scuole). Tra gli strumenti: l’iridologia, la kinesiologia applicata, la morfopsicologia, la riflessologia, gli integratori alimentari, le tecniche energetiche, le tecniche nutrizionali, l’aromaterapia, la floriterapia, gli oligoelementi, i prodotti erboristici, le tecniche di rilassamento e respirazione. Servono molte ore di lezione (1600), professionalità dei docenti, esperienza degli istituti nella didattica, esami svolti con criteri universitari.

Umberto Villanti ha effettuato una panoramica di tutte le nazioni in cui la Naturopatia è riconosciuta e ha richiamato, come fonte autorevole per il riconoscimento del naturopata, la dichiarazione di Alma Ata dell’OMS, che individua la Naturopatia come disciplina complementare a quella medica. Ha concluso invitando il legislatore a far sì che la legge italiana tenga conto delle leggi già vigenti in diversi stati dell’Unione Europea e si armonizzi con esse.

Il Consigliere della Regione Veneto Daniele Stival ha illustrato il PDL regionale di cui è primo firmatario. Per cercare di evitare problemi di incostituzionalità, la Regione Veneto ha scelto la denominazione di “Attività Bio-Naturali”, che si inseriscono nell’ambito socio-educativo volto al benessere e alla qualità della vita.

La dott.ssa Buresti ha concluso esprimendo perplessità sui PDL regionali, perché, quando i regolamenti di attuazione dovranno individuare i profili professionali, emergeranno tutte le possibili opposizioni e saranno verosimilmente posti troppi vincoli alla professione. Ha invitato infine tutti i naturopati ad adottare la massima professionalità e al rispetto del codice deontologico.

E’ seguito un vivace dibattito.

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