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L’Emilia Romagna ha istituito la figura del naturopata

E’ stato approvato dal Consiglio Regionale il 15 febbraio 2005 il progetto di legge che istituisce la figura di “operatore professionale naturopata del benessere”.

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E’ stato approvato dal Consiglio (favorevoli: ds, margherita, prc, sdi, ind. sin., pri; astenuto Luigi Gilli, margh.) il progetto di legge che istituisce la figura di “operatore professionale naturopata del benessere”, d’iniziativa dei consiglieri Silvia Bartolini (ds), Daniela Guerra (verdi) e Graziano Delrio (margherita).

La Naturopatia è un insieme di metodi naturali per garantire e migliorare la qualità della vita e l’intervento assistenziale-terapeutico, partendo da una concezione unitaria di corpo e psiche. Il Naturopata, si legge nel testo, è un operatore che realizza pratiche che stimolano le risorse naturali dell’individuo e sono mirate al benessere, alla difesa e al ripristino delle migliori condizioni della persona, alla rimozione degli stati di disagio psicofisico. Il progetto, in particolare, prevede un percorso formativo (articolato in un corso base propedeutico di 400 ore e uno di approfondimento specialistico) con il conseguimento di uno specifico titolo professionale.

Il Naturopata opera autonomamente o in collaborazione con il medico, nell’ambito dell’educazione, della prevenzione e dell’assistenza al benessere e alla salute. Illustrando il testo, Silvia Bartolini ha insistito sulla crescente diffusione delle medicine non convenzionali, citando i dati di uno studio dell’Agenzia sanitaria regionale; da questa ricerca emerge che oltre il 20% della popolazione regionale avrebbe fatto ricorso a metodi di cura non convenzionali. Sono soprattutto le donne (nella fascia di età 35/45 anni) e i cittadini con elevati livelli di scolarità, a ricorrere maggiormente a queste terapie; sempre in base a questo studio - ha aggiunto Bartolini - il 70% di coloro che vi hanno fatto ricorso si sono dichiarati soddisfatti dei risultati. E’ alta anche la percentuale di chi ha usufruito di tali prestazioni informandone il proprio medico di base; questo dato, ha commentato la consigliera, dimostra che, di fatto, i cittadini stanno già praticando l’integrazione tra la medicina classica e quelle non convenzionali.

La relatrice ha poi rilevato che i tanti operatori che praticano la naturopatia, lo shiatsu, il massaggio cinese tuina, la riflessologia, svolgono un ruolo attivo nell’educazione a stili di vita salubri e producono benefici anche sul piano dell’ottimizzazione delle risorse sociali, consentendo un piccolo risparmio nella spesa sanitaria. “La nostra legge – ha infine precisato Bartolini – non interviene sulle medicine non convenzionali (materia che correttamente è stata attribuita allo Stato e sulla quale in Parlamento è già stato presentato un pdl), ma sulla qualificazione degli operatori, certamente di competenza della Regione”. La professionalità degli operatori e la sicurezza dei pazienti, ha concluso, sono gli obiettivi fondamentali del progetto.

In sede di dichiarazione di voto, Rodolfo Ridolfi (fi), favorevole al provvedimento, ha definito accettabile, per la delicatezza della materia, il lavoro sul testo effettuato in Commissione.

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