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Lettera al Sottosegretario alla Salute Cesare Cursi sul progetto di legge nazionale sulla naturopatia

Il 17 febbraio 2005 il supplemento "Salute" del quotidiano "La Repubblica" ha pubblicato un articolo del Sottosegretario alla Salute Cesare Cursi (nella foto) sul pdl "Lucchese" sulle medicine non convenzionali e la naturopatia. Non ci è affatto piaciuto e abbiamo deciso di rispondere con la lettera che segue, che rappresenta la posizione ufficiale di COPEN e FNNHP.

la repubblica ignora la naturopatiaTorino, 01.03.2005

Sottosegretario di Stato
Sen. Cesare Cursi
Ministero della Salute
Lungotevere Ripa, 1 - 00153 - ROMA
anticipata via fax al n. 06 599.45.407

Direttore SALUTE
Guglielmo Pepe
Via Cristoforo Colombo, 90 - 00147 – ROMA
anticipata via mail a g.pepe@repubblica.it

RACCOMANDATA A.R.

Oggetto: lettera-articolo del Sottosegretario alla Salute Cesare Cursi (rif. n. 436 di “Salute” del 17 febbraio 2005). Posizione del Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento della Naturopatia e Discipline Complementarie della Federazione Nazionale Naturopati Heipraktiker Professionisti.

Egregio Sottosegretario, Gentile Direttore,

è stato prima con stupore, poi con disappunto e infine con reale preoccupazione che abbiamo letto la lettera-articolo del Sottosegretario, pubblicata il 17 febbraio u.s. su Salute.

Pur dissertando, per un’intera pagina, del nuovo testo del disegno di legge “Lucchese” sulle Medicine e Pratiche non Convenzionali adottato dalla Commissione Permanente XII Affari Sociali della Camera dei Deputati, nemmeno un cenno il Sottosegretario ha riservato al Capo IV del ddl, Capo interamente dedicato agli Operatori Professionali delle Discipline Bio-Naturali ed entro cui trovano riconoscimento i Naturopati.

Cursi scrive che il ddl “cerca di inquadrare la medicina non convenzionale dal punto di vista terapeutico”, “per affrontare le diverse esigenze rappresentate dagli utenti e dai medici stessi” e che i politici devono “salvaguardare tutti quei professionisti medici...”, ecc. Vero. Ma troppo, insopportabilmente, parziale. E testimonianza di un’attenzione politica altrettanto parziale, sia stata l’omissione deliberata o involontaria.

Come è noto, infatti: il ddl “Lucchese” si prefigge di regolamentare non solo le MnC, ma anche la Naturopatia (e lo shiatsu, e la riflessologia, e altre pratiche salutistiche); le esigenze a cui si riferisce Cursi non sono solo dei medici, ma sono anche le esigenze di migliaia di naturopati operanti e in formazione nonché quelle dei loro attuali e futuri utenti; il compito dei politici (tra cui evidentemente il Sottosegretario) è anche quello di salvaguardare tutti quei professionisti non medici, che da anni legittimamente operano garantiti dagli articoli 35 e 41 della Costituzione nel pieno rispetto delle norme vigenti e pagando regolarmente le tasse, professionisti che il PdL non inquadra nel settore sanitario (come invece erroneamente sostiene Cursi in chiusura articolo), ma che ugualmente appartengono al policromo mondo della salute e del benessere non convenzionale.

La Naturopatia è una multidisciplina di origini antiche, che si avvicina al malessere e al disagio con modalità diverse rispetto alla medicina, adottando un’ottica naturale e autenticamente olistica in cui corpo, mente, emozioni e contesto ambientale costituiscono elementi strettamente interdipendenti. Tale approccio globale alla salute fa sì che ogni individuo venga visto nella sua totalità, a prescindere da singoli disturbi, e unicità, sulla base delle specifiche caratteristiche costituzionali e di stile di vita.

Il fulcro della Naturopatia è la salutogenesi e non la patogenesi. Il Naturopata non è quindi né un sostituto del medico, né un medico alternativo, non fa diagnosi di patologia, né alcuna attività di carattere sanitario, non cura le malattie né prescrive farmaci. Il Naturopata svolge invece un ruolo complementare a quello del medico: il suo lavoro, l’aspetto sostanziale del suo operato, è in primo luogo la prevenzione.

Il Naturopata si prefigge pertanto il compito di riequilibrare il sistema psico-fisico-emozionale e stimolare in maniera dolce e non invasiva le capacità di autodifesa e autoguarigione innate e insite in ognuno di noi. Il Naturopata valuta le risorse vitali della persona e opera per incrementarle in caso di squilibri e disfunzioni, favorisce la correzione di specifici fattori di debolezza, aiuta il soggetto ad affrontare meglio i diversi stress a cui è sottoposto e a trovare gli strumenti per liberarsi del disagio psicofisico prima che questo sfoci in malattia. Il Naturopata, in definitiva, promuove una migliore qualità della vita.

Gli strumenti e le tecniche naturali, energetiche e psicosomatiche (nutrizione, integratori alimentari, prodotti salutistici, tecniche corporee e di reflesso-stimolazione, ecc.) che i naturopati utilizzano non sono quindi mai adoperati in chiave terapeutica, ovvero per curare malattie - vero e proprio atto medico -, bensì con finalità di riequilibrio energetico-fisiologico della persona e di ripristino della funzionalità del sistema corpo-mente, finalità che anche all’estero sono di competenza della figura professionale del Naturopata.

Il Naturopata ha inoltre un rilevante ruolo educativo, poiché opera per favorire la piena responsabilizzazione dell’individuo nei confronti del proprio stile di vita. Si rivela così una risorsa nell’educazione a comportamenti salubri, nel produrre benefici anche sul piano dell’ottimizzazione delle risorse sociali e nel consentire un risparmio sulla spesa sanitaria.

La Naturopatia è presente in tutto il mondo occidentale, dove ha istituito propri organismi amministrativi e scuole di formazione. In Europa esiste una tradizione quasi secolare che da tempo ha fatto sì che in molte nazioni (Germania, Inghilterra, Irlanda, Portogallo, Ungheria, Svezia Danimarca, Norvegia, Svizzera, Belgio, Olanda e prossimamente anche Spagna), la professione del Naturopata - anche se con denominazioni diverse da Paese a Paese, ma tutte riconducibili allo stesso operatore - è precisamente regolamentata. In queste nazioni, il Naturopata utilizza tutte quelle tecniche analitiche, nutrizionali, bio-energetiche, riflessologiche, manuali, respiratorie, motivazionali, di rilassamento e di miglioramento dello stile di vita che fanno parte del patrimonio culturale della Naturopatia.

Solo per indicarne le principali: iridologia non medica, kinesiologia applicata, EAV, vegatest, analisi energetiche, visuologia, analisi biotipologiche, alimentazione naturale, integratori alimentari, nutrizione ortomolecolare, prodotti vegetali, tecniche riflessologiche, idroterapia, floriterapia, aromaterapia, oligoelementi, energetica orientale e occidentale, tecniche di rilassamento e respirazione, craniosacrale, micromassaggio, moxa, cromoterapia.

Pertanto, sotto il profilo legislativo, l’Italia si rivela essere il fanalino di coda dell’Europa: nonostante le linee guida dell’OMS e, in particolare, in Europa, la risoluzione “Lannoye” del 1997 invitino gli Stati membri a istituire questa figura e a regolamentarne il profilo in modo simile nei diversi stati, alcune fazioni del nostro Paese, attente più a interessi particolari che collettivi, hanno finora ostacolato la regolamentazione della Naturopatia.

Eppure, anche in Italia, la Naturopatia è sempre più diffusa. Il Paese reale, ancor prima del Parlamento, ha di fatto sancito il riconoscimento sociale della figura del Naturopata, il quale esercita la professione in una molteplicità di contesti, tra cui studi professionali singoli, studi associati (con medici, psicologi, fisioterapisti, osteopati, shiatsuka, ecc), erboristerie, centri benessere, palestre, beauty farm, scuole di discipline e tecniche naturali, associazioni di discipline naturali, aziende di prodotti erboristici e/o integratori, aziende agrituristiche.

La scelta dei cittadini di usufruire delle prestazioni dei naturopati avviene ormai da anni, senza che questi professionisti abbiano causato danni alla salute degli italiani né confusioni tra la figura del Naturopata e quella del medico non convenzionale.

Da tempo, inoltre, in Italia esistono decine di scuole private serie che preparano questi operatori, a cui si affiancano numerose associazioni e addirittura un sindacato confederale, il SINAPE-CISL, che conta oltre 4 milioni di iscritti e che opera a difesa delle nuove professioni e, nel contempo, dei cittadini; del SINAPE-CISL fanno parte ben 40 scuole e associazioni di Naturopatia e di altre discipline bio-naturali.

Sotto il profilo occupazionale ed economico, la stima è di diverse migliaia di operatori - professionisti e studenti – che lavorano nell’ambito della Naturopatia, la maggior parte dei quali inquadrati regolarmente a livello fiscale e in possesso di partita IVA. A questi sono da aggiungere centinaia di scuole, istituti, centri e associazioni culturali, docenti – e altrettante posizioni IVA -. Per non menzionare il voluminoso indotto: editoria specializzata (libri, riviste, internet), aziende produttrici di rimedi naturali, di apparecchiature per naturopati, di accessori salutistici, ecc. Si pensi al danno enorme che potrebbe scaturire da una legge che non tenesse conto di questa realtà, penalizzando gli operatori e nel contempo anche gli utenti, privati per sempre dei servizi di questi professionisti.

Oltre al già avvenuto riconoscimento del Naturopata da parte degli utenti, anche le Regioni hanno preso importanti provvedimenti in tal senso: Piemonte, Liguria, Toscana, Lombardia hanno emanato proprie leggi sulle discipline bio-naturali; ad esse si è unita ultimamente l’Emilia-Romagna, che ha addirittura approvato una legge dedicata espressamente alla Naturopatia. E molte altre sono le Regioni che hanno un proprio analogo PdL nel cassetto e stanno aspettando soltanto l’approvazione di una legge nazionale per presentarlo.

Una legge nazionale adeguata - stilata a partire da un’imprescindibile lettura dell’esistente - è quanto mai impellente. Una legge che porti anche chiarezza agli utenti e metta alla porta i troppi “maghi” e “guaritori” che popolano questo mondo – e ai quali fa riferimento Cursi -, che negli ultimi tempi troppo spesso sono saliti alla ribalta delle cronache. I naturopati sono i primi a voler sgombrare il campo dagli equivoci e a prendere le distanze da tutti i ciarlatani che vorrebbero sostituirsi ai medici, proponendo miracolose quanto strampalate cure per patologie assai severe: già da molti anni, tutte le associazioni di Naturopatia si sono dotate a tale scopo di un preciso codice deontologico che obbliga gli operatori ad inviare il soggetto al medico, quando si trovino di fronte a situazioni non di loro competenza. La professionalità degli operatori e la sicurezza dei clienti sono gli obiettivi fondamentali della nostra battaglia.

Il COPEN, la FNNHP e le altre associazioni di categoria da tempo hanno intrapreso un impegnativo ma proficuo dialogo politico con i legislatori regionali e nazionali e partecipano regolarmente alle audizioni in Commissione XII, portandovi le proprie proposte di emendamento al PdL per ottenere il riconoscimento dello status giuridico del Naturopata, conformemente alla situazione normativa presente negli altri Stati Europei. Nel contempo, vigilano che tale regolamentazione – per non urtare la “suscettibilità” di qualche potere forte – non ponga paletti che snaturino la nostra professione, svuotandola di identità e contenuti.

Quella descritta è la testimonianza di una realtà che non è più possibile ignorare, come invece sembra fare il Sottosegretario Cursi.

I Naturopati italiani vogliono lavorare in piena regola e in serenità.

Chiediamo che la Naturopatia sia normata e che lo sia senza che la nostra professionalità venga snaturata.

Il Governo avrebbe molto da spiegare all’opinione pubblica, se, non approvando la legge o approvando una legge penalizzante e inadeguata per i naturopati, venissero di colpo eliminati automaticamente tutti questi lavoratori, in un periodo in cui il tema della disoccupazione e della precarietà lavorativa in Italia è serio come non mai.

Chiediamo ciò che spetta di diritto a migliaia di operatori e ai loro utenti.

Aspettiamo di vedere l’impegno del Sottosegretario e di altri politici anche nella giusta battaglia per la regolamentazione legislativa della Naturopatia.

In nome di una corretta e completa informazione, chiediamo cortesemente al Direttore la pubblicazione della presente o perlomeno dei suoi passaggi più significativi, auspicando che Salute, che da sempre si dimostra così attento al mondo del non convenzionale, dedichi alla Naturopatia, che di questo mondo è parte essenziale, lo spazio che merita.

Per correttezza, informiamo che questa lettera viene pubblicata in data odierna sui siti:

www.federnaturopati.org

www.naturopatia.it

guide.supereva.com/naturopatia

Grazie per la cortese attenzione.

Dr. Rudy Lanza, Dr. Luca Avoledo

COPEN
Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento della Naturopatia e Discipline Complementari

FNNNHP
Federazione Nazionale Naturopati Heipraktiker Professionisti

Via Vela 49 – Torino TO
Telefono: 335.6855070 - 0121.954452
Fax: 0121.902136
E-mail: copen@libero.it - lanza@naturopatia.it - naturopatia@supereva.it
Internet: www.naturopatia.it - guide.supereva.com/naturopatia

Allegati: riferimenti legislativi citati nel testo (OMISSIS)

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