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Intolleranze alimentari: il test kinesiologico

Oggi le intolleranze sono in costante aumento. I metodi per valutarle sono numerosi, ma non tutti ugualmente validi. Presentiamo qui il test muscolare proprio della kinesiologia applicata, che se non altro ha il merito di essere rapido e non invasivo, evidenziando però nel contempo altre tipologie di test più affidabili.

il test muscolare per le intolleranze alimentari

Al giorno d’oggi, le intolleranze alimentari sono sempre più diffuse e frequenti.

Alle intolleranze sono riconducibili molteplici e differenti disturbi, che solitamente cominciano a manifestarsi nel momento in cui il cibo “incriminato” viene assunto ormai da diversi anni (creando un fenomeno di vero e proprio sovraccarico alimentare).

Tra le diverse metodiche utilizzabili in naturopatia per identificare le sostanze verso cui mostriamo un’ipersensibilità, il test muscolare introdotto dalla Kinesiologia Applicata è indubbiamente uno dei più noti.

Durante l’esecuzione di questo test, le diverse sostanze alimentari, contenute in apposite boccette, vengono poste a contatto della pelle della persona, mentre l’operatore verifica manualmente (nella foto) se la forza di un determinato muscolo resta uguale o diminuisce in seguito a tale contatto.

Da alcuni anni, tuttavia, esistono altre tipologie di test per le intolleranze alimentari, che alla rapidità e non invasività del test kinesiologico, aggiungono una maggior precisione e una completa oggettività della prova, che può essere tranquillamente ripetuta da parte di un diverso operatore, in altro momento e circostanza.

Tra questi test particolarmente affidabili, il posto d’onore spetta al test DRIA, che è il test che ha scelto di utilizzare lo Studio di Naturopatia del dr. Luca Avoledo. Il test DRIA utilizza alcuni presupposti del test kinesiologico, ma, grazie anche all’ausilio del computer, ne supera abbondantemente i limiti, soprattutto quelli legati alla soggettività d’interpretazione da parte dell’operatore.

Qualunque sia il metodo utilizzato per individuare le specifiche intolleranze alimentari, ciò che comunque risulta di particolare importanza è l’adozione di una corretta strategia alimentare personalizzata per superare l’ipersensibilità, che non deve prevedere l’eliminazione degli alimenti risultati positivi, ma la loro opportuna (e immediata) rotazione infrasettimanale.

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