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La naturopatia e i mezzi di informazione

Per una corretta comunicazione sul ruolo del naturopata occorre che innanzitutto siano correttamente informati i media.

corretta comunicazione del ruolo del naturopata

Si riscontra ancora una certa confusione sul ruolo del naturopata, sulla sua professionalità e sul servizio che rende alla popolazione. Sembra sopravvivere la cultura ben radicata, o meglio l’abitudine indotta, a non saper distinguere il ruolo del naturopata da quello del medico esperto in medicine non convenzionali. Il cittadino, e quindi anche il giornalista, è abituato a usare i termini “medicina naturale” e “curare” anche riferendosi al servizio fornito dal naturopata. Di conseguenza si confonde squilibrio con patologia, riequilibrio con cura.

Ad oggi, la maggior parte della popolazione non conosce esattamente la distinzione di ruolo fra medico esperto in medicine non convenzionali e naturopata e soprattutto non sa con esattezza quale dei due professionisti può risolvere un determinato problema di salute e chi invece si interessa di fare star bene la persona nella sua globalità.

Il messaggio veicolato dai mezzi d’informazione arriva spesso all’utente finale in modo non sufficientemente chiaro: si dà visibilità alle attività dei naturopati, viene rafforzata l’immagine delle associazioni e federazioni della categoria, ma non viene percepito ancora il giusto valore di una professione che agisce anzitutto per il benessere dei cittadini e che è profondamente diversa da quella del medico alternativo.

Bisogna tagliare il ramo, ormai troppo secco, della supposta competizione fra naturopati e medici alternativi. E’ necessario porre fine alle speculazioni e alle strumentalizzazioni portate avanti da chi mostra interesse a non far riconoscere e legittimare la professione del naturopata. Non si può più permettere alcuna confusione in merito: non esiste alcuna sovrapposizione né contrapposizione tra la figura del medico esperto in medicine alternative e quella del naturopata, professionista esperto in prevenzione ed educazione alla salute e benessere.

Il naturopata non ha un rapporto di tipo diagnostico con il paziente, la sua competenza rispetto ad esso si riferisce ad attività di prevenzione primaria, valutazione e bilancio del terreno e dello stato di salute, predisposizioni della persona, attraverso metodi non diagnostici e non invasivi quali iridologia, kinesiologia, riequilibrio energetico del soggetto e delle disarmonie attraverso metodiche non invasive di riflesso-stimolazione, respirazione e rilassamento, educazione e informazione alimentare naturale e di stili di vita, suggerimenti di prodotti salutistici ed integratori ecc.

A tal fine le associazioni e le scuole di naturopatia, consapevoli del lavoro e dell’impegno di questo professionista, si sono attivate per responsabilizzare e formare adeguatamente naturopati seri e competenti. La responsabilità rappresenta la razionale misura della diligenza e attribuisce quel valore aggiunto tale da evitare la tanto temuta e sbandierata potenziale pericolosità dell’operare umano. Uscire da una stretta logica di casta per aprirsi alle esigenze del territorio e della conoscenza, che dovrebbe valicare i confini dell’interesse particolare per aprirsi al bene superiore della comunità, significa dunque formazione continua, comunicazione corretta, circolazione di messaggi efficaci.

Così è necessario che si muovano in futuro la naturopatia e le federazioni di categoria, per questo tutti i naturopati devono unirsi nell’obiettivo comune. La stampa e tutti i cittadini potranno finalmente essere messi nelle condizioni di comunicare il giusto valore di una professionalità che opera per il benessere e la salute della persona.

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