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Sentenza sullo shiatsu e ricadute sulla naturopatia

Le sentenza su questa Disciplina Bio-Naturale, “parente” stretta della Naturopatia, fissa ulteriori presupposti per i quali anche l'attività del naturopata non configura il reato di esercizio abusivo della professione medica.

l'attività del naturopata non configura il reato di esercizio abusivo della professione medicaPretura Circondariale di Venezia - Sez. distaccata di Mestre - Sent. 29.5.1998 - Giud. Schiralli - Imp.(Omis.)

Abusivo esercizio di una professione - Pratica dello Shiatzu (sic!) - Finalità terapeutica - Esclusione - Reato - Insussistenza

L’esercizio abusivo della professione medica, sotto il profilo della pratica fisioterapica, postula che venga in concreto esplicata una attività che sia caratteristica di tale professione, attività che consiste nella formulazione di una diagnosi e di una prognosi in relazione a malattie, nella prescrizione di terapie e pratiche di prevenzione, nella manipolazione del corpo umano sempre a scopo curativo o preventivo. La pratica dello Shiatzu, non avendo alcuna finalità terapeutica, non rientra in nessuna delle attività caratteristiche della professione medica.

(Omissis).

Secondo quanto riferito concordemente in dibattimento da tutti coloro che si recavano da XXXXX per avvalersi delle sue prestazioni, questi si è sempre limitato a svolgere mera attività di digitopressione, che consisteva nell’esercitare una pressione con le dita delle mani su alcuni punti neurosensoriali del corpo.

(Omissis)

Hanno inoltre riferito che quando l’imputato praticava questa forma di digitopressione, essi rimanevano vestiti e non veniva loro applicata alcuna crema o unguento.

(Omissis)

Da tali dichiarazioni emerge in modo inequivoco che l’attività svolta dall’imputato non è sussumibile nell’ambito della pratica fisioterapica, per il cui esercizio è richiesto un diploma parauniversitario.

(Omissis)

Dall’istruttoria è emerso che lo shiatzu è una tecnica di rilassamento che si risolve in una mera attività di digitopressione senza alcuna manipolazione, torsione o massaggio del corpo e che non ha alcuna finalità terapeutica, mirando semplicemente al riequilibrio energetico e ad accrescere la sensazione di benessere di coloro che vi si sottopongono.

L’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Venezia ha recentemente confermato che lo shiatzu non rientra nelle professioni sanitarie principali o secondarie, e neppure nelle arti sanitarie ausiliarie (documento 3 difesa).

Ciò posto, non può attribuirsi all’imputato l’esercizio abusivo della professione medica sotto il profilo della pratica fisioterapica, atteso che tale reato postula che venga in concreto esplicata un’attività che sia caratteristica di tale professione, attività che consiste nella formulazione di una diagnosi, nell’indicazione di un giudizio prognostico in relazione a malattie, nella prescrizione di terapie e pratiche di prevenzione, nella manipolazione del corpo umano sempre a scopo curativo o preventivo (in questo senso Cass. 5.4.1996 n. 3403), o nella verifica di una precedente diagnosi o di una terapia in corso (Cass. 13.3.1970)

(Omissis).

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