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Ovaio policistico, omocisteina e vitamina B

Uno studio ha messo a confronto vitamine e farmaci nella riduzione dei livelli di omocisteina nele donne affette dalla sindrome dell'ovaio policistico, che spesso manifestano anche insulinoresistenza.

policistosi ovarica e gravidanzaLa maggior parte delle donne affette da sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è anche insulinoresistente, con iperinsulinemia compensatoria correlata a elevati livelli di omocisteina.

Il metabolismo dell’omocisteina viene regolato dalla concentrazione in circolo delle vitamine del gruppo B e dell’acido folico.

Livelli elevati di omocisteina vengono messi in relazione a complicazioni durante la gravidanza e possono aumentare i rischi di aborto.

Attualmente il problema dell’infertilità in queste persone viene affrontato cercando di diminuire i valori di insulina mediante esercizio fisico, perdita di peso e sotto l’azione di farmaci (come la metformina o il rosiglitazone).

In uno studio della durata di 14 mesi condotto in Israele sono stati valutati gli effetti delle vitamine del gruppo B, assunte da sole o insieme alla metformina, sui livelli plasmatici di omocisteina in pazienti affette da PCOS che cercavano una gravidanza.

Allo studio hanno partecipato 102 donne; in 18 è stata indotta l’ovulazione e nelle restanti 84 è stata applicata l’inseminazione artificiale.
Le pazienti sono state ripartite casualmente in 4 gruppi:
- il gruppo 1, di controllo, ha ricevuto il trattamento per l’infertilità a base di gonadotropine;
- il gruppo 2 ha ricevuto la cura farmacologica (due tavolette al giorno di metformina da 850 mg) in associazione alla cura ormonale;
- il gruppo 3 ha ricevuto un integratore alimentare a base di vitamine del gruppo B, insieme alla cura ormonale;
- il gruppo 4 è stato trattato con la cura farmacologica, l’integratore alimentare e la terapia per l’infertilità.
Il gruppo 1 e il gruppo 2 hanno ricevuto anche 400 mcg di acido folico al giorno.
Prima del trattamento, dopo tre cicli di cura o dopo un test di gravidanza positivo sono stati misurati i valori di insulina, glucosio e omocisteina a digiuno.

Dai risultati si è visto che in tutti gruppi si registra una diminuzione dei valori di omocisteina con una percentuale che oscilla dal 7% (gruppo di controllo) al 32 % (gruppo 3). Dopo il trattamento non sono state rilevate grosse differenze per i livelli di glucosio e di insulina a digiuno.

I valori più alti per quanto riguarda gli indici di gravidanza si sono registrati nei due gruppi che avevano assunto le vitamine, dove erano diminuite maggiormente le concentrazioni di omocisteina. Infatti elevati livelli di tale metabolita sono correlati con un aumento dello stress ossidativo nell’endotelio vascolare, con un’attivazione piastrinica e con una stimolazione della proliferazione della muscolatura liscia vascolare. Quindi l’omocisteina, andando ad interferire con il flusso sanguigno endometriale e l’integrità vascolare, potrebbe favorire l’aborto spontaneo.

In alcuni studi precedenti si era evidenziato come la metformina, pur andando a migliorare l’insulinoresistenza, determina un aumento dei livelli plasmatici di omocisteina, poiché diminuisce le concentrazioni di acido folico e vitamina B12.

Nel gruppo 4 si registrano i risultati migliori per quanto riguarda gli indici di gravidanza, poiché la presenza delle vitamine del gruppo B sposta gli effetti della metformina verso una netta riduzione dell’omocisteina.

Schachter et al. “Prospective, randomized trial of metformin and vitamins for the reduction of plasma homocysteine in insulin-resistant polycystic ovary syndrome” Fertility and Sterility 2007 marzo; 20(10).

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