
Durante il sonno, l’inquinamento acustico innalza la pressione del sangue.
Questo si verifica anche se non ci si sveglia e se i rumori non vengono quindi consciamente percepiti.
Lo ha dimostrato una ricerca pubblicata sullo European Heart Journal.
Non è tanto la fonte del rumore che conta, quanto piuttosto i decibel: che si tratti di un aereo che vola a bassa quota, del traffico cittadino o del semplice russamento di chi ci dorme accanto (!), rumori oltre i 35 decibel già sono dannosi per la pressione.
E per ogni aumento di 5 decibel si verifica un innalzamento pari a 0,66 millimetri di mercurio della “massima” (la pressione sistolica).
In particolare, lo studio ha anche evidenziato che chi vive nelle vicinanze degli aeroporti è più a rischio di ipertensione.
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Dr. Luca Avoledo








