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Iridologia in naturopatia

L'analisi dell'iride è una delle tecniche di indagine più utilizzate dai naturopati.

iridologia in naturopatiaL’iridologia, nata quasi centocinquant’anni fa grazie all’ungherese Ignatz von Peczely e sviluppata nel Novecento in primo luogo da Bernard Jensen, si basa sul presupposto che l’iride, la parte colorata dell’occhio, rappresenti una mappa che riproduce al suo interno tutto il corpo umano, la sua anatomia e, soprattutto, le sue funzioni.

L’indagine iridologica non è né invasiva né dolorosa e viene effettuata mediante un apposito strumento non elettromedicale, l’iridoscopio, che, dotato di particolari ottiche, consente di esaminare l’iride fin nei suoi più microscopici dettagli.

Al mondo non esistono due persone che abbiano iridi uguali e, anzi, le iridi sono diverse persino nello stesso individuo: colori, pigmentazioni, striature, rilievi, fenditure, anelli e altri segni le caratterizzano e le rendono uniche.

E’ proprio esaminando questi segni, anche in rapporto ai settori iridei in cui si localizzano, che i naturopati possono mettere in luce i punti di forza e di fragilità individuali, l’energia vitale posseduta, la predisposizione all’invecchiamento, l’accumulo di tossine, le debolezze di organi e apparati, il grado di mineralizzazione, la vulnerabilità allo stress, i principali tratti psicoemotivi, le potenzialità di recupero dell’organismo e il livello complessivo di salute.

Non è invece possibile utilizzare l’iridologia per rilevare eventuali patologie specifiche, gli interventi chirurgici sostenuti, la necessità o meno di un’operazione, le gravidanze passate o in corso.
L’iridologia non è quindi una tecnica diagnostica e non è da considerarsi alternativa ad alcunché, né agli usuali strumenti utilizzati in medicina (esami radiologici, analisi ematochimiche ecc.), né, men che meno, visto che si tratta comunque di una disciplina analitica, ad alcuna terapia.

I naturopati utilizzano l’iridologia come uno strumento che è sì importante, ma non certo l’unico o comunque predominante: si può pensare all’iridoscopio per il naturopata come allo stetoscopio per il medico o al test di Rorschach per lo psicologo. E i risultati della lettura dell’iride vanno sempre interpretati con buon senso, confrontandoli e integrandoli a quanto emerso durante il colloquio, vero momento irrinunciabile di ogni seduta di naturopatia.

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