Vino rosso anche per il fegato

Un moderato consumo di vino rosso protegge persino dalle problematiche epatiche.

Le persone maggiormente a rischio per problematiche cardiovascolari hanno spesso in associazione anche un rischio superiore di soffrire di steatosi epatica di origine non alcolica (nonalcoholic fatty liver disease – NAFLD), spesso come conseguenza di condizioni di obesità.

Un recente studio che ha coinvolto 12.000 persone ha evidenziato come un moderato consumo giornaliero di vino rosso (fino a 10g/die) protegga il fegato dalle problematiche epatiche.
Sono stati confrontati 7.211 astemi con 945 modesti consumatori di vino. La steatosi epatica di origine non alcolica è stata osservata nel 14.3% degli astemi contro l’8.6% dei bevitori. In contrasto, persone che assumevano moderate quantità di birra o superalcolici avevano un fattore di rischio quattro volte superiore di andare incontro a NAFLD.

Precedenti ricerche avevano correlato i benefici del vino rosso alla presenza del resveratrolo, un polifenolo con attività antifungina, che naturalmente si trova nella buccia degli acini dell’uva utilizzata per produrre il vino rosso.

Gli autori concludono l’analisi sottolinenando come un modesto consumo di vino rosso giornaliero possa essere d’aiuto non solo per sostenere il benessere cardiovascolare ma anche la salute del fegato.

Dunn W, Xu R, Schwimmer JB. “Modest wine drinking and decreased prevalence of suspected nonalcoholic fatty liver disease.” Hepatology. 2008 Feb 21.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
Le vostre opinioni

Inserisci per primo un commento a questo articolo.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No

Anteprima del commento