
“Ho sempre la pancia gonfia”, “qualunque cosa mangi mi si gonfia la pancia”, “una volta avevo una pancia piatta invidiabile”, “sembro incinta”, “mi sento la pancia piena d’aria”, “sono gonfio come un pallone”, “dopo i pasti la mia pancia lievita”: queste e altre più o meno colorite testimonianze vengono riportate da chi - soprattutto donne, ma non solo - soffra di meteorismo intestinale, un fenomeno per cui nell’intestino si forma un eccesso di gas che provoca la distensione dell’addome.
La pancia gonfia è spesso presente all’interno di un quadro definito sindrome dell’intestino irritabile (SII) o, più popolarmente, “colite“, in cui il gonfiore è in genere accompagnato anche da dolore addominale e disturbi dell’alvo (stitichezza, diarrea o loro alternanza).
Il gonfiore addominale può anche essere, molto più raramente, il sintomo di patologie serie o di insufficienze epatiche o pancreatiche e quindi, soprattutto se si tratta di un disturbo di recente comparsa, è bene portarlo all’attenzione del proprio medico curante.
Ma, per fortuna, nella stragrande maggioranza dei casi l’aria addominale non costituisce il sintomo di malattie importanti. Resta però il notevole disagio, anche estetico, che procura.
I rimedi naturali che dovrebbero contrastare questo fastidioso disturbo, che può avere anche significative ricadute sul piano psicologico, riempiono gli scaffali di farmacie ed erboristerie: carbone vegetale, argilla, semi di finocchio, lievito di birra, fermenti lattici e quant’altro.
In alcuni casi, questi prodotti funzionano. Nella maggior parte dei soggetti tuttavia non è così e per loro, nella migliore delle ipotesi, gli effetti sono modesti e temporanei. E anche con i farmaci la situazione non cambia di molto.
Un trattamento naturale davvero causalista - ovvero che vada alle radici del problema -, come suggerisce di fare la naturopatia, deve puntare innanzitutto all’attenzione alimentare.
Sì, perché la pancia gonfia è un segno assolutamente caratteristico, molto più di tanti altri, dell’esistenza di un’intolleranza alimentare verso una o più categorie di cibi. I cibi che mal tolleriamo sono infatti in grado di promuovere un’infiammazione persistente, benché di bassa intensità (la cosiddetta low grade inflammation), che, nel caso specifico, provoca il gonfiore addominale.
Di quali cibi si tratta? A priori non si può dire, ma sicuramente sono cibi di cui esista una ripetitività nell’assunzione e sono quindi alimenti che consumiamo con grande frequenza, se non addirittura quotidianamente, che producono in tal modo una sorta di sovraccarico dell’organismo.
Per quanto possiamo ritenere di mangiare bene e in modo vario, infatti, sulle nostre tavole compaiono sempre le stesse categorie di sostanze, in forma anche “mascherata” all’interno di cibi industriali e confezionati: frumento (pane, pasta, craker, grissini, biscotti e prodotti da forno vari), latte e derivati (formaggio, yogurt, burro, panna), nichel (presente in tutti i grassi vegetali e in moltissime altri alimenti), cibi lievitati o fermentati (prodotti da forno dolci e salati, formaggi ecc.), sale (salumi, formaggi, ancora prodotti da forno ecc.), zucchero e così via.
Per verificare la presenza di eventuali intolleranze alimentari verso questi o altri cibi esistono specifici test - non tutti egualmente affidabili, a dire il vero -, che prendono in considerazione tutti i principali alimenti presenti nella dieta occidentale.
Qualora il test per le intolleranze alimentari evidenziasse particolari ipersensibilità, verrebbero previste specifiche modalità di assunzione degli alimenti risultati positivi, per consentire da un lato di eliminare il problema dell’aria addominale e dall’altro di recuperare la fisiologica tolleranza verso il cibo.
Un piano alimentare correttamente predisposto non deve contemplare l’eliminazione totale degli alimenti risultati positivi al test (che è necessaria invece nelle allergie alimentari), bensi semplicemente una rotazione infrasettimanale delle classi alimentari verso cui si sia manifestata eccessiva sensibilità. I cibi “incriminati” possono così essere assunti in momenti predeterminati della settimana e, nel tempo, sempre più spesso, in modo da ritornare a mangiare liberamente di tutto entro qualche mese, senza però che si manifestino i disturbi.
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Dr. Luca Avoledo









sergio
14 Oct 2009 - 16:34 - #1certamente è un problema da non sottovalutare ed io aggiungerei anche quelle persone che somatizzano problemi di natura varia ed avvertono gli stessi disturbi; condivido pienamente il cercar di risolvere il problema con rimedi naturali e là dove si presenta la visita da uno psicologo
leadership
22 Oct 2009 - 11:47 - #2in genere il gonfiore deriva dallo stress,i cibi possono essere solo un motivo in più per determinare il disturbo,ritengo sia esclusivamente di natura psicosomatica,quando ovviamente sono escluse le patologia conclamate.