I 10 cibi migliori per la memoria

E' possibile contrastare l'inevitabile declino del cervello? Sì, mangiando. Ecco allora i dieci migliori alimenti secondo la naturopatia per potenziare concentrazione, attenzione e memoria.

i dieci migliori alimenti per il cervello

Una vera e propria dieta per il cervello non esiste. Anzi, la naturopatia non ritiene che esista nemmeno una dieta per l’osteoporosi, una per il colesterolo, un’altra ancora per la gastrite e così via per le innumerevoli malattie che possono affliggere l’essere umano (chissà chi dovesse soffrire di tre o più disturbi diversi come potrebbe mai mangiare…).

In ottica naturopatica, dove la standardizzazione e l’omologazione degli individui non trovano posto, esiste solo l’alimentazione più adatta alla singola persona, ovvero il “carburante migliore per quella particolare automobile“, in grado di farla funzionare al massimo delle sue potenzialità, limitando e correggendo in maniera indiretta ogni problematica che possa riguardarla.

Certo, ogni alimento ha particolari proprietà. Per esempio, si è visto che determinati cibi sono naturalmente in grado di potenziare la mente, preservandola quanto più possibile dall’inevitabile declino cognitivo. Si tratta di alimenti che possono migliorare la concentrazione, rafforzare la memoria, incrementare la lucidità mentale e conservare la capacità di pensiero. Se tenete alla salute e all’integrità della vostra materia grigia, un’introduzione generosa di questi cibi nell’alimentazione si rivela quindi una buona idea.

I 10 cibi migliori per la mente che la naturopatia consiglia, anche sulla base delle conferme della ricerca scientifica, sono:

1) pesce grasso di mare (sgombro, sardina, alice, aringa, salmone selvaggio ecc.), ricchissimo di acidi grassi della serie omega 3, essenziali per il buon funzionamento del sistema nervoso (e per molto altro). Gli omega 3 in gravidanza migliorano persino l’intelligenza dei neonati. Attenzione però a cuocere poco il pesce, per non alterare gli omega 3 e rischiare che siano più i danni che i benefici;

2) noci, anche loro contenenti omega 3 e quindi buona alternativa al pesce per i vegetariani. Le noci hanno anche quantità interessanti di vitamina E, altro nutriente del cervello e antiossidante. La vitamina E è utile perfino nella demenza dell’anziano. Consumatele come spuntino, 4-5 alla volta, e sceglietele di qualità: non devono avere il guscio troppo chiaro (vorrebbe dire che sono state sbiancate chimicamente), né essere irrancidite (assaggiatele prima di acquistarle), devono essere integre e l’interno non deve essere secco (scuotetene una e verificate che non si senta alcun rumore);

3) broccoli, ricchi di vitamina C, altro fondamentale antiossidante, che rinforza i vasi sanguigni (compresi quelli del cervello) e ne migliora l’elasticità. I broccoli allontanano anche il rischio di Alzheimer e di altre forme di demenza: uno studio condotto su donne di 60 anni, ha evidenziato che quelle che mangiavano più broccoli e altre brassicacee riportavano risultati migliori nei test per la memoria, l’abilità nel parlare e l’attenzione;

4) pomodoro, il cui contenuto dell’antiossidante licopene - oltre che di vitamina C - lo rende prezioso per il buon funzionamento del cervello, e anche per la salute della pelle e della prostata;

5) curcuma, spezia orientale della quale non ci stancheremo mai di decantare le molteplici virtù. Contiene antinfiammatori utili anche per il cervello, contrasta l’aterosclerosi e si è dimostrata un efficace aiuto nella prevenzione dell’Alzheimer;

6) agrumi (arancia, pompelmo, limone ecc.), fluidificanti del sangue e ricchi della già citata, fondamentale, vitamina C;

7) uova, il cui tuorlo contiene colina, necessaria alle membrane cellulari e alla trasmissione degli impulsi nervosi. La colina è indispensabile anche per lo sviluppo cerebrale del feto e del bambino. Il tuorlo è inoltre ricco di vitamina E;

8) frutti di bosco, che, grazie ai loro flavonoidi, potenti antiossidanti, sono utili a preservare la funzionalità cerebrale e a migliorare, come la vitamina C e la E, la struttura dei vasi sanguigni;

9) acqua. Stupisce i più, ma anche una leggera disidratazione (di alcune ore) può far calare le capacità del cervello, comprese quelle di apprendimento. Ci chiediamo quanti siano gli anziani a cui vengono diagnosticati deficit cognitivi e che in realtà bevono semplicemente troppo poco. Un litro al giorno è il minimo indispensabile, due sono meglio;

10) tè verde, che è un ottimo antiossidante e inibisce l’acetilcolinesterasi, enzima che danneggia l’acetilcolina, neurotrasmettitore implicato nella memoria. Un paio di tazze di tè verde al giorno possono bastare (rigorosamente senza zucchero e soprattutto senza dolcificanti).

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