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Vitamina D: un toccasana, anche per gli anziani

Integrazione alimentare in naturopatia: nuovi studi confermano l'utilità dei supplementi di vitamina D negli adulti e in terza età, per proteggere cuore, ossa e muscoli, nonché per evitare il diabete.

la vitamina d protegge ossa e cuore degli anziani

La vitamina D diminuisce il rischio di incorrere in malattie cardiache, diabete e fratture ossee in seconda e terza età. E’ ciò che hanno rilevato due recentissime ricerche scientifiche dedicate a questo prezioso micronutriente.

Uno studio condotto presso l’Università di Warwick, nel Regno Unito, e pubblicato sulla rivista scientifica Maturitas ha concluso che alti livelli di vitamina D nel sangue di soggetti di mezza età e anziani quasi dimezzano il rischio di incorrere in malattie del cuore e diabete (per la precisione lo riducono del 43%). Si tratta di dati molto interessanti, anche in ragione dell’ampiezza dell’indagine: lo studio inglese ha infatti preso in considerazione ben 28 ricerche precedenti sulla vitamina D, relative a un campione complessivo di quasi 100.000 persone e riferite agli ultimi venti anni.

Ma non è tutto: da un altra ricerca è emerso che la vitamina D riduce in maniera decisa il rischio di cadute (e conseguenti fratture) negli anziani, non solo perché, come già ben noto, rinforza le ossa e contrasta l’osteoporosi - diffusa tra gli anziani, soprattutto di sesso femminile -, ma anche perché mantiene la massa muscolare e migliora persino l’equilibrio. Significativo il fatto che questa ricerca enfatizzi l’importanza dell’integrazione alimentare di vitamina D, al di là dell’apporto di questo micronutriente con l’alimentazione, con buona pace di quei sedicenti esperti che sostengono che dalla dieta quotidiana si riuscirebbero ad assumere tutti le sostanze necessarie per star bene, senza bisogno di supplementi.

Questo studio, svolto presso l’Università di Sydney e pubblicato su Cochrane Library, è, come il precedente, una revisione di ricerche compiute in passato e si è concentrato in particolare su persone nella terza età: la disamina di cinque ricerche differenti, relative a oltre 5.000 soggetti anziani con ambienti e stili di vita analoghi (tutti in case di riposo), ha evidenziato tassi di caduta inferiori di quasi il 30% tra coloro che assumevano integratori di vitamina D. L’integrazione alimentare di questa vitamina può quindi diminuire notevolmente, di oltre un quarto, il rischio di cadute gravi e si rivela un rimedio naturale prezioso (nonché economico: una confezione di vitamina D costa pochi euro), a maggior ragione per gli anziani che non escono frequentemente di casa, come appunto coloro che sono ospitati in strutture di riposo.

Il miglior modo di fare il pieno di vitamina D è infatti esporsi alla luce solare almeno un paio di volte alla settimana, trenta minuti per volta, poiché il nostro corpo è in grado di produrre vitamina D dal sole. Ma la vitamina D si trova in quantità interessanti anche in alcuni alimenti - pochi, a dire il vero -, quali innazitutto il pesce grasso di mare (tra l’altro ricco anche di benefici omega 3) e, subordinatamente, in fegato, latte (solo quello intero!) e derivati, tuorlo d’uovo e verdure a foglia verde. Cibi che non tutti mangiano ogni giorno ed ecco che allora può rendersi necessario il ricorso ai supplementi di vitamina D.

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