
La celiachia (definita anche malattia celiaca o morbo celiaco) è un’intolleranza a un complesso proteico chiamato glutine presente in molti cereali (frumento, farro, kamut, orzo, segale, avena). In particolare, l’intolleranza si manifesta nei confronti di una particolare proteina del glutine chiamata gliadina.
Questa intolleranza è in grado di provocare danni anche notevoli alla mucosa intestinale e la principale soluzione per chi soffre di celiachia è l’eliminazione totale dei cereali contenenti glutine dalla dieta (dieta aglutinata): pasta, pane, pizza, biscotti, prodotti da forno vari e molto altro sono banditi dall’alimentazione della persona intollerante al glutine, a meno che non siano ottenuti da farine provenienti da cereali senza glutine.
Un vasto studio epidemiologico condotto dal Center for Celiac Research dell’Università di Baltimora e pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista scientifica Annals of Medicine ha evidenziato che sempre più spesso la celiachia fa la sua comparsa in età adulta, quando non addirittura nella terza e quarta età.
La ricerca americana - ma sviluppata da ricercatori italiani - ha monitorato 3.500 soggetti adulti per quindici anni, verificando che tante persone il cui primo test era negativo alla celiachia hanno sviluppato l’intolleranza al glutine solo successivamente.
I ricercatori hanno inoltre evidenziato che il numero di casi di celiachia è raddoppiato nel tempo ed è in costante crescita (1 caso su 501 nel 1974, 1 su 219 nel 1989 e 1 su 133 nel 2003).
Questi dati sfatano il luogo comune - anche tra molti medici - che la celiachia faccia la sua comparsa nell’infanzia: al contrario, con l’avanzare degli anni, l’incidenza della celiachia aumenta in parallelo. Già un precedente studio finlandese aveva scoperto che l’intolleranza al glutine è almeno due volte e mezzo più frequente negli anziani che nella popolazione più giovane.
Oltre al fatto che il frumento che da molti anni consumiamo (la cosiddetta varieta Creso, molto ricca di glutine, ottenuta con incroci e trattamenti con raggi X e introdotta a mero scopo economico negli anni 70), non è il frumento con cui l’uomo si è naturalmente evoluto e i cui sistemi digestivo e immunitario hanno imparato a riconoscere, anche diversi altri fattori ambientali rivestono un peso significativo nel perturbare la risposta immunitaria dell’organismo e sembra possano essere causa o concausa di celiachia.
In chiave naturopatica, più che rivolgersi ai prodotti industriali specificamente dedicati ai celiaci - spesso ricchi di lieviti, additivi e altre sostanze poco sane -, viene suggerito di privilegiare i cereali naturalmente privi di glutine, che esistono e sono buonissimi (anche se l’alimentazione occidentale, tradizionalmente abituata al frumento, li considera poco), nonché alcuni “pseudocereali” Si tratta di riso, miglio, mais, grano saraceno, amaranto, quinoa e, ovviamente, tutti i prodotti da questi derivati.
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Dr. Luca Avoledo









Ace
21 Oct 2010 - 18:56 - #1la verità è che in alcuni casi, per avere la celiachia, può bastare uno stress per il corpo (sia di tipo psicologico che gastrointestinale) e quindi soggetti che prima si credevano sani, ma in realtà predisposti alla celiachia, si ritrovano malati…