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Allergie e intolleranze alimentari

Allergie alimentari e intolleranze alimentari sono fenomeni diversi, accomunati però dall'essere espressioni di eccessiva reattività del nostro organismo nei confronti del cibo. Esaminamoli da vicino.

differenza tra allergie e intolleranze alimentari

Allergie e intolleranze alimentari sono fenomeni diversi tra loro, accomunati però dall’essere espressioni, più o meno dirette, di eccessiva reattività del nostro organismo nei confronti del cibo.

Le allergie alimentari - così come d’altronde quelle respiratorie, nei confronti di acari, pelo di animali e pollini di piante - sono reazioni del sistema immunitario mediate da particolari anticorpi, chiamati immunoglobuline di tipo E (IgE). Sono manifestazioni rapide (da pochi minuti a qualche ora al massimo dal contatto con la sostanza nociva) e spesso violente. Le allergie alimentari sono rare, dal momento che riguardano meno dell’1% della popolazione, hanno una base ereditaria (un gene contenuto nel cromosoma 5 del DNA predispone l’individuo a fabbricare una quantità eccessiva di IgE) e sono scatenate da alimenti e sostanze piuttosto particolari, come fragole, arachidi, crostacei, uova, certi additivi ecc.

Le intolleranze alimentari invece non comportano l’intervento delle IgE e sono causate dall’assunzione prolungata di determinate sostanze, che ne provoca un lento sovraccarico e una sorta di graduale avvelenamento. I sintomi di un’intolleranza possono anche essere analoghi a quelli di un’allergia, ma i tempi in cui essi si sviluppano sono caratteristicamente più lenti (compaiono addirittura anche diversi giorni dopo l’assunzione della sostanza “incriminata”), così come sono differenti le modalità d’insorgenza (l’introduzione dell’alimento deve essere ripetuta più volte prima di causare disturbi). Giorno dopo giorno, il sovraccarico finisce per causare stati infiammatori, spesso di notevole entità, in grado di provocare o comunque facilitare e sostenere patologie anche severe ad andamento ricorrente o cronico, quali sfoghi cutanei di ogni tipo (eczemi e dermatiti, orticaria ecc.), disturbi gastrointestinali, malattie delle vie aeree (mal di gola, raffreddore, sinusite, otite, bronchite ecc.), mal di testa, dolori muscolo-scheletrici, stanchezza persistente, sovrappeso ingiustificato, disturbi della sfera emotiva, persino peggioramento di malattie allergiche vere e proprie (come l’asma o la rinite da pollini).

Diversamente dalle allergie alimentari, le intolleranze sono assai frequenti, arrivando a interessare, statisticamente, più di 1 persona su 3. Ogni sostanza può provocare intolleranza in determinate condizioni e spesso si tratta dei cibi più “banali”, insospettabili, che rientrano nella nostra alimentazione quotidiana e, anzi, proprio per questo, in grado di creare con maggior probabilità fenomeni di sovraccarico. E’ significativo, a tal proposito, che in Italia le intolleranze alimentari più comuni siano quelle ai lieviti, ai latticini e al frumento, mentre in Giappone le più diffuse sono quelle alla soia e al riso.

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