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Linee guida OMS per la formazione in naturopatia

Organizzazione Mondiale della Sanità e Regione Lombardia pubblicano un documento internazionale, fondamentale riferimento per la futura formazione dei naturopati.

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Regione Lombardia ha istituito, fin dal 2003, un’importante collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO-OMS) in merito alla medicina complementare, nota anche come medicina tradizionale, non convenzionale o, meno correttamente, alternativa.

Questa collaborazione si è concretizzata innanzitutto nel sostegno di progetti finalizzati a promuovere sia un uso corretto e razionale della medicina complementare da parte dei cittadini e degli operatori, sia la sicurezza e la qualità dei prodotti erboristici e dei preparati omeopatici.

Nell’ambito della partnership Regione Lombardia - OMS, recentemente è stato pubblicato un documento dedicato alla naturopatia, l’ultimo di una lunga serie, che ha già riguardato discipline quali osteopatia, chiropratica, ayurveda, medicina tradizionale cinese, tuina, omeopatia e fitoterapia.

Quest’ultimo documento, dal titolo “Standard per la formazione in Medicina Tradizionale/Complementare e Alternativa: Naturopatia” (in lingua originale, Benchmarks for Training in Naturopathy), ha portata internazionale e rappresenta un contributo prezioso, autorevole e istituzionale, alla definizione di percorsi formativi univoci e di qualità per i naturopati, a beneficio loro e dei loro utenti.

Tali vere e proprie linee guida dell’OMS sulla formazione in naturopatia ricordano innanzitutto che la risoluzione del 2009 sulla medicina tradizionale della stessa OMS (WHA62.13) già sollecitava gli Stati Membri a includere la medicina tradizionale nei loro sistemi sanitari nazionali. Pongono inoltre l’accento sul fatto che gli standard formativi presentati riflettono ciò che la comunità di professionisti ed esperti di naturopatia ritiene essere l’adeguata formazione per chi voglia diventare un operatore di questa disciplina, considerando in primo luogo la protezione del consumatore e la sicurezza del paziente.

Le linee guida intendono, tra le altre cose, fornire un supporto agli Stati Membri per stabilire le modalità di abilitazione, accreditamento o autorizzazione degli operatori in naturopatia e fungere da stimolo per i professionisti della naturopatia per il miglioramento delle loro conoscenze e competenze.

Benchmarks for Training in Naturopathy propone standard per la formazione di base degli operatori in naturopatia, indicando anche le materie di insegnamento e le ore di formazione ed evidenziando quali sono le necessarie competenze che devono essere acquisite dagli studenti. Il documento passa inoltre in rassegna anche le controindicazioni all’intervento naturopatico, in modo da promuovere un esercizio sicuro della naturopatia e minimizzare il rischio di incidenti.

Tutto ciò allo scopo di rappresentare un riferimento per le autorità nazionali per stabilire sistemi di formazione, verifica e abilitazione che garantiscano una pratica qualificata della naturopatia.

Le linee guida dell’OMS distinguono due tipi di formazione naturopatica, in funzione della formazione precedentemente acquisita e dell’esperienza clinica degli studenti.

Il primo programma di formazione è destinato a chi non abbia precedente formazione o esperienza in medicina o in altre materie sanitarie. E’ finalizzato a produrre operatori che siano qualificati a praticare come professionisti di primo contatto e prima assistenza, autonomamente o come membri di un team sanitario. Questo primo tipo di programma formativo consta di un minimo di due anni di studio a tempo pieno (o equivalenti) di non meno di 1500 ore, incluse non meno di 400 ore di formazione clinica supervisionata. I candidati a questo tipo di formazione saranno tipicamente coloro che abbiano conseguito un diploma di scuola superiore o equivalente.
Il piano di studi di massima del primo programma include: anatomia; fisiologia; patologia; pratica e storia della naturopatia; principi di cura naturale; tossicità, detossificazione e depurazione; idroterapia; igiene e salute pubblica; psicologia e gestione dello stress; pronto soccorso; anamnesi e accertamento clinico; digiuno, dieta e alimentazione; omeopatia e sali tissutali; fitoterapia; terapia coi fiori di Bach; luce ed elettroterapia; manipolazioni dei tessuti molli; etica e giurisprudenza; iridologia; aromaterapia; agopuntura.

Un secondo programma di formazione è pensato invece per coloro che abbiano già una formazione di tipo sanitario o simile (medicina, odontoiatria, chiropratica, osteopatia ecc.) e che desiderino diventare professionisti naturopati riconosciuti. Il piano di studi del secondo programma dipenderà dalla precedente formazione ed esperienza e varierà da studente a studente. La sua durata non dovrebbe comunque essere inferiore alle 1000 ore, incluse non meno di 400 ore di formazione clinica supervisionata. I risultati dell’apprendimento dovrebbero essere comparabili a quelli del primo programma.

Il documento Benchmarks for Training in Naturopathy merita di essere letto per intero. Cogliamo comunque l’occasione per riportare, tra i suoi contenuti più interessanti, la definizione di naturopatia data dall’OMS: una professione sanitaria che enfatizza la prevenzione, il trattamento e la promozione della salute ottimale attraverso l’uso di metodi terapeutici e modalità che incoraggiano il processo di autoguarigione (Vis Medicatrix Naturae).

Chi desidera confrontarsi con altri naturopati su questo o altri temi, può utilizzare l’apposito forum di naturopatia.

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