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Soldini vince l'Aramis Transat, nella Classe 40.

I Class 40" di Ciccio Manzoli

29 maggio 2008

I Class40, anche in questa regata, hanno dimostrato di essere barche sicure, affidabili e veloci.
Telecom Italia, progettata da Guillaume Verdier e costruita a Lorient da Francois Robert di FR Nautisme, è una delle poche barche costruite in resina epossidica, risultando una delle più leggere della flotta (pur nei rigorosi limiti di stazza), ma anche la più rigida  e stabile, fattori che la rendono particolarmente competitiva con vento fresco.
Al traverso, come dice Giovanni, ‘si taspa come lupi’, e i 15 nodi si superano spesso.
Ed è anche super-affidabile: poche sfere del carrello della randa, la drizza della trinchetta e il trasduttore del vento di testa albero sono gli unici danni di 3000 miglia di regata. Come sembrano lontani i tempi del trimarano, quando per 15 giorni di regata bisognava fare 6 mesi di cantiere!
Il secondo posto del podio se l’è aggiudicato il giovane tedesco Boris Herrmann. Viene dalla classe Mini 6.50 e con il suo Akylaria di serie, comperato usato pochi mesi fa, ha fatto una regata veramente bellissima, non ha mai mollato e ha spesso insidiato la prima posizione in classifica. A dimostrazione della potenzialità degli Akylaria anche il terzo posto di Thierry  Bouchard, che ha lottato fino all’ultimo con Boris Herrmann, ma si è un po’ disunito dopo il passaggio del cancello. E’ restato 40 miglia più a sud del suo avversario e ha perso 65 miglia in 24 ore.
Al quarto posto un’altra sorpresa : Louis Duc con il suo Pogo 40 di serie, dopo un’inizio regata piuttosto in sordina, è riuscito a passare dal 10° al 4° posto, sorpassando avversari ben più accreditati. Tra questi, Halvard Mabire, con il suo Pogo 40 ‘ultima generazione’, non è mai riuscito ad  entrare nei giochi, probabilmente a causa del ritardo di preparazione della barca.
Un’altra delusione per le barche di Owen-Clarke, che non si sono rivelate all’altezza dei progetti francesi: Miranda Merron ha fatto una buona prima parte di regata ma, dopo il cancello, qualche decisione tattica non troppo azzeccata l’ha allontanata da un possibile podio. Anche Fujifilm non ha particolarmente brillato e forse è per questo che i due progettisti inglesi stanno lavorando al loro barca di terza generazione…
 
Ciccio Manzoli
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