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Quando un libro viene aperto - parte III

Teorie, idee, realtà: sullo scrivere onestamente.

Se per il bagaglio d’esperienze ognuno può sbizzarrirsi nel proporre e divulgare idee, tecniche, pratiche e quant’altro, sul piano prettamente storico-antropologico i piedi di piombo sono d’obbligo.
Se tutti hanno il diritto di reclamare la validità dei singoli percorsi spirituali, ognuno ha il dovere di rispettare la storicità latu sensu senza piegarla ai propri fini speculativi.
Divulgare informazioni distorte porta a risultati disastrosi che la storia ci insegna; divulgare deliberatamente informazioni distorte significa semplicemente palesare l’insicurezza di fondo su cui ci muoviamo, che ci spinge a piegare tutto il resto per incastrare i nostri pezzi.

Troppe volte troviamo in libri che trattano di movimenti Neo Pagani descrizioni di eventi, personaggi, realtà che, ad una lettura non superficiale, si rivelano grandiose bufale storiche, antropologiche e culturali. Religioni descritte come vive e vegete dai tempi del Neolitico, visioni completamente sbagliate della teologia di altri credi, etimologie assolutamente arbitrarie sono solo alcuni degli orrori che troviamo su carta stampata.

Il punto nodale non è l’errore in sé: errare humanum est, dicevano gli antichi. Dobbiamo sicuramente considerare anche il contesto in cui un autore scrive ed espone le sue teorie: non possiamo certo imputare ad Aristotele l’errore della sua fisica qualitativa se in quel periodo non si possedevano gli strumenti adatti per costruire un modello di realtà quantitativo; non diremo certo che gli archeologi dell’ottocento siano stati dei distorcitori di realtà solo perché ancora non si erano rinvenuti certi siti che avrebbero portato a ben altre teorie.
Contestualizzare uno scritto è il primo passo per capirne il messaggio.

Ben altro è, tuttavia, deliberatamente distorcere ciò che è e far passare le nostre teorie per qualcosa di assolutamente ed obiettivamente vero, o gettare tranquillamente bombe culturali dando per scontato che quello che si scrive sia accettabile solo perché tale, senza un minimo di riscontro. 
Ognuno ha il diritto di esprimere le sue idee e teorie, per quanto strampalate possano apparire: ma si abbia almeno il coraggio di specificare che appunto di personali teorie si tratta, basate su questi e quest’altri argomenti, un modo come un altro per mettere insieme quei pochi elementi certi che la storia ci mette a disposizione per cercare di creare un quadro organico ed omogeneo.