Questo sito contribuisce alla audience di

La Ruota dell'Anno

Diverse sono le Festività che i Neo Pagani celebrano nel corso dell'anno; il loro insieme proietta nella sfera del tangibile la metafisica del tempo e dell'essere, rivelando, nella loro diversità tra movimento e movimento, i diversi modi di approcciarsi al Divino.

Sebbene le religioni che si definiscono Neo Pagane celebrino diverse festività l’una dall’altra, con nomi diversi, spesso legate a sostrati culturali o pantheon ben precisi, il termine ‘Ruota dell’Anno’ riesce a sintetizzare efficacemente la simbologia base che si cela dietro questi giorni speciali, riuscendo a trovarne un tratto comune.

Questo file rouge che ci consente di guardare con gli stessi occhi festività basate sui cicli lunari, feste che celebrano equinozi e solstizi, giorni che ricordano i cicli vegetativi – la lista è davvero lunga – è il concetto di Ruota.

Un cerchio in movimento, una circonferenza che eternamente ruota, una figura di cui è impossibile decretare il punto d’inizio o quello di fine; ma la ruota è anche un ente in cui centro e circonferenza sono in stretto rapporto d’analogia e similitudo, in cui ogni raggio che si diparte dal centro fonda e stabilizza la circonferenza stessa, permettendole di ruotare e conservarsi appunto per ciò che è; ancora, nessun raggio è meno importante di un altro, e nessun raggio può essere etichettato come prius ontologico o cronologico rispetto ad un altro.

Quello che la Ruota rappresenta e lega non è altro che la Natura stessa: una natura come insieme di ciò che è, Natura come Kosmos inteso alla greca, Natura come Divino stesso.
Ciò che la Ruota ci mostra è il perenne esistere dell’essere, senza inizio nè fine, il continuo movimento di nascita, morte e rinascita, l’eterno circolo del tempo – fisico e metafisico – che insegue se stesso; la scelta di come vedere la manifestazione del Divino può essere soggettiva, cambiare da cultura a cultura, legata ora ai cicli lunari e domani alla corsa del sole, in un luogo alla vita vegetale ed in un altro a quella degli animali selvatici: ciò che resta immutato è il modo d’intendere e percepire tali manifestazioni.

Se la natura ci offre l’occasio di cogliere il Divino e presentarci lo spettacolo dell’eterna Ruota, il Neo Pagano guarda nello stesso modo all’interno di sé, scoprendo nulla di diverso: ognuno è parte della Ruota, e la Ruota è parte di ognuno di noi. Guardare il centro o la circonferenza, spostare lo sguardo da un punto all’altro, non cambia ciò che il Neo Pagano vede: un eterno circolo di nascita, morte e rinascita, un incessante susseguirsi di giochi di luce ed oscurità.

Dopo l’estate, l’inverno e, dopo questo, di nuovo l’estate; ad ogni giorno segue una notte, cui seguirà di nuovo il giorno. Dopo la nascita, il mistero della morte, seguito dall’egualmente misteriosa nascita.
Nessun giorno è eguale al precedente, nessuna notte è simile a quella successiva, ogni estate è diversa dalle altre, ogni inverno unico nel suo genere; eppure, ogni nascita è una nascita e la morte è sempre la stessa. Nel mondo del molteplice ogni istante è un quid a sé; nel mondo della Ruota ogni istante è parte di essa stessa, eppure una Ruota a se stante.

Le feste Neo Pagane riescono a calare nel mondo visto dal singolo il mondo visto dal Kosmos stesso, i suoi cicli immutabili ed eterni, proiettandoci nel tempo del Mito, in cui il tempo cessa di scorrere e lo spazio si dilata, in cui ognuno prende coscienza – ancora una volta – dell’infinito gioco di connessioni, la cui trama disegna da tempo immemore quell’arazzo che è Kosmos stesso.