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La nascita del termine 'Pagano' - parte I

La parola 'pagano' rientra in quel genere di termini chiamati oltreoceano, per il loro controverso significato, 'skunk words'. Il significato che ha assunto attraverso i secoli è davvero diverso da quello originario.

“Pagano” è una parola italiana che traduce il termine latino paganus il
quale, dal III – IV secolo CE in poi, denota i non convertiti alla nuova
religione imperante, ovvero i ‘non cristiani’.
Un termine generico, che
accorpa sotto una sola denominazione gli appartenenti alla più svariate
religioni dell’antichità, unite dall’unico tratto in comune che appariva degno
di nota: la non appartenenza alla religione cristiana.

 

Il termine, cioè, assume un significato apparentemente equivalente a quello
di ‘gentili’, una delle parole utilizzata nella vulgata per tradurre il greco
ethnicos’. Questo termine traduce, nel nuovo testamento, il termine
biblico ‘goim’, che indica i ‘popoli’: ad esempio, gai kadosh
era il popolo santo, Israele; goim erano ‘gli altri’, coloro che erano
etnicamente e religiosamente separati dagli ebrei.

Ora, considerata la forma mentis ebrea nella quale etnia e religio coincidono
– o, per meglio dire, non sono separabili – il termine greco ‘ethnicos’ appare
una traduzione ideale, traslata nella vulgata da termini altrettanto efficaci
come ‘nazioni’, ‘genti’, ‘popoli’.

Queste traduzioni mettono tutte in luce la radice genetica, per così dire,
della religione: concetto, questo, in parte fatto proprio dei popoli antichi e
in parte rifiutato (basti ricordare una delle tante obiezioni alzate dai pagani
nel libro di Anobio ‘Adversus Nationes’: ‘si uobis divina res cordi est, cur
alios nobiscum neque deos colitis neque adoratis nec cum uestris gentibus
communia sacra miscetis et religionum coniungitis ritus?
’).

 

La parola paganus, però, ha origine e significato ben diversi. “Pago” era,
per i romani, un territorio al di fuori delle grandi città, un borgo o un paese,
e ‘paganus’ designava appunto l’abitatore di tale territorio, il
paesano, il villico, il campagnolo. In questa fase il termine era meramente
descrittivo e non utilizzato come dispregiativo.

 

Come si è passati allora dall’idea di pagano come abitatore del pago a quella
di pagano come non cristiano?
La storia di questa traslatio non è affatto
chiara ed esistono, ad oggi, diverse spiegazioni per questo radicale mutamento
di significato.

 

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