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Ridere di noi

Qualche parola sull'Humor Pagano, un modo per sorridere e fare un pò d'analisi sui modi di approcciarsi alla spiritualità.

‘Il riso è proprio dell’uomo, è segno della sua razionalità’ (Umberto Eco, ‘Il nome della rosa’)

 

Qualcuno potrebbe scandalizzarsi. Scherzare su cose sacre? Prendere in giro la propria via spirituale, ridicolizzando il proprio Divino? Qualcuno storcerà semplicemente il naso, qualcun altro prenderà poco sul serio questa sezione e forse tutta la Guida.

 

Forse è colpa della forma mentis che ci è stata imposta da secoli di religiosità opprimente e colpevolizzante, che in apparenza sembra voler privare l’uomo di ogni piacere terrestre, persino quello della risata, che ci fa apparire il numinoso come qualcosa di imperturbabile e lontano anni luce da una sonora risata  che riempie l’aria durante una celebrazione.
Spiacenti, ma il Paganesimo è diverso. Le religioni Pagane sono religioni della vita, della natura, del cosmo, che ci conducono sulla strada della crescita interiore. Una strada che passa per errori, insuccessi, difficoltà, certo; ma su cui incontriamo la gioia, il piacere, la voglia di essere e di esserci e…la risata. Perché dovremmo tagliarla fuori? Ridere è un gesto che ci fa stare bene, scaccia la paura, alleggerisce il cuore e lo spirito, rende ridicolo ed esorcizza ciò che ci opprime, e mette in luce i nostri errori.

 

Quello che si è soliti chiamare ‘Humor Pagano’ non è altro che questo, un mettere in luce i nostri difetti, il ridicolizzare gli stereotipi che ci perseguitano, tematizzare situazioni mondane rendendole divertenti. Sappiamo prenderci in giro come pochi sanno fare, e i nostri Dei sorridono e ridono a crepapelle come nessun altro. ‘Perché ricordate, tutti gli atti di gioia e di piacere sono Suoi rituali’.

 

L’unico problema ‘tecnico’ si pone per i non anglofoni. La quasi totalità degli scritti umoristici pagani sono in lingua inglese, e per suscitare ilarità utilizzano spesso giochi di parole assolutamente non riproducibili nella nostra lingua; altre volte, invece, la traduzione perde quella velocità e quella schiettezza tipica della lingua madre, cosicché sono ben pochi i testi che possono essere tradotti con successo.
Inutile sottolineare che se non si conoscono relativamente bene i vari movimenti Pagani, le ‘recriminazioni’ reciproche, le leggende metropolitane che vi gravitano attorno o gli stereotipi che ancora ci vengono appiccicati sulla tunica, sarà ben difficile ridere!