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Classificazione: un approccio ragionato

Se tentare di classificare i movimenti religiosi che compongono il fenomeno 'Paganesimo moderno' può risultare oggettivamente difficoltoso, un discrimine può essere fatto a seconda dell'utilizzo o meno, da parte dei movimenti stessi, del prefisso 'Neo', indice del diverso rapporto tra antichità e modernità.

Districarsi all’interno del fenomeno ‘Paganesimo moderno’ è davvero un’ardua impresa. Non solo il fenomeno interessa una moltitudine di paesi, culture e persone: il fenomeno è figlio proprio delle persone, delle culture e dei paesi che interessa – o forse viceversa – tanto che a volte sembra più corretto il dover parlare di Paganesimi, un plurale che accentua ancor di più l’enorme numero di volti che questa realtà mostra orgogliosamente allo spettatore.

 

Classificare - overossia quel processo logico che dall’insieme analizza, divide, etichetta – è stata da sempre l’arma dell’uomo che tenta di conoscere una realtà. Come si può immaginare, una classificazione tassonomica dei Paganesimi non solo va incontro alle difficoltà sopra esposte, ma rischia di divenire fittizia ed artificiosa se troppo spinta, finendo col dividere e sottolineare gli aspetti divergenti piuttosto che unire ed evidenziare le somiglianze di fondo tra movimento e movimento; eppure una sorta di classificazione sembra pure necessaria allorché si vogliano mettere in luce gli aspetti unici delle varie correnti che ne fanno religioni a se stanti seppur unite da un unico filo conduttore.

 

Dire che esistono tanti Paganesimi quanti sono i Pagani – un’affermazione che rispecchia la realtà dei fatti – non è utile quando si tenta di correlare i nuclei fondamentali dei Paganesimi; per converso, è sempre bene ricordarlo quando si mette mano ad operazioni che tentano di etichettare i personalissimi modi di vedere ed approcciare la realtà.

 

La differenza che più salta agli occhi è l’utilizzo o meno del prefisso ‘Neo’ tra i Pagani moderni. Questa parola sembra aprire un baratro tra coloro che si considerano diretti continuatori degli antichi culti Pagani e coloro che, invece, accettano la frattura tra antichità e modernità e si considerano parte di religioni moderne con radici che affondano nell’antichità.

 

I primi di solito vengono etichettati come ‘Tradizionalisti’ o come ‘Ricostruzionalisti’, una parola che sottolinea il desiderio di restaurare (o meglio, utilizzando il loro punto di vista, di continuare) le antiche religioni con rigore storico, religioni spesso legate al territorio e alle culture locali (le cosiddette religioni etniche). La parola ‘Neo’ viene spesso considerata da questi Pagani come denigratoria, vista la convinzione della continuità temporale o dottrinale; a volte persino il termine ‘Pagano’ viene rigettato, considerati i suoi natali cristiani, e sostituito dalla parola ‘Gentile’ la quale, ancora una volta, rimarca la radice genetica di tali religioni.

 

I Neo Pagani propriamente detti, invece, sono coloro che accettano la modernità temporale dei loro percorsi spirituali, pur riconoscendone e affermandone l’antichità delle radici, che affondano nei fertili terreni delle religioni pre-cristiane, tribali o aborigene; le religioni Neo Pagane sono sistemi moderni radicati nell’antichità, che vivono nel presente e si proiettano verso il futuro: la qual cosa, nell’ottica Neo Pagana, non significa altro che proseguire l’eterno ciclo cosmico in cui passato, presente e futuro non sono altro che punti di una circonferenza in continua rotazione.