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Pagan Fest 2006, il rituale

Il Rituale della Fratellanza, pur restando una celebrazione di stampo neo pagano, è stato concepito in modo da non richiamare particolari divinità. Nelle invocazioni agli dei sono stati inseriti elementi generici che, simbolicamente, potrebbero richiamare alla mente dei partecipanti diverse divinità dei nostri pantheon. Questo approccio è stato necessario al fine di ottenere un rituale adattabile a molti - se non a tutti - credenti pagani. E' un rituale che raccoglie i celebranti di diverse tradizioni sotto lo stesso "tetto" divino e ne celebra il sentire pagano (da qui il richiamo alla fratellanza).

Rituale della Fratellanza

Purificazione dei Partecipanti
I partecipanti si mettono uno accanto all’altro disponendosi a cerchio.
Il Convocatore e la Sacerdotessa fumigano, uno alla volta, i partecipanti mentre il Sacerdote recita il “Credo delle streghe”.

Creazione dello spazio sacro.

A purificazione avvenuta i partecipanti, uno per volta, si prendono per mano (mano sinistra che prende la mano destra di chi sta alla nostra sinistra) e pronunciano la frase (guardandosi) “Mano nella mano, formiamo questo Cerchio

I Sacerdoti invocano gli Elementali

I Sacerdoti invocano le Divinità
Il convocatore annuncia ai partecipanti di prendere una pietra di Diaspro rosso dal calderone.

I partecipanti si avvicinano all’altare uno per volta e scelgono, tra le tante, la pietra che sentono più “loro”, quindi ritornano al loro posto.

Si recita ora la giacula per caricare la pietra. Mentre si recita la giacula tutti insieme, si gira intorno all’altare tenendoci per mano.

Al termine del caricamento delle pietre i Sacerdoti formano il banchetto.

I partecipanti si fanno passare vino e pane dicendosi una frase di augurio e/o benedizione.
Al termine del banchetto i partecipanti vengono invitati a pronunciare: “Possa questa pietra…..” (viene detto cosa questa pietra dovrebbe dare a chi la possiede)

Congedo agli dei.

Chiusura del cerchio.