
Una delle tecniche per favorire il ‘vuoto mentale’ e la concentrazione è utilizzare il respiro come focus, ovvero centrare l’attenzione conscia sul ritmo inspirazione-espirazione.
In tal modo non solo la mente sarà ‘impegnata’, per così dire, a essere coscente del respiro, impedendo l’entrata in scena di altri pensieri disturbatori ma, a lungo andare, diventerà una sorta di ipnotico metronomo che zittirà la mente conscia o, almeno, ne smorzerà il suono.
Entrambi gli esercizi che seguono possono essere utilizzati per svuotare la mente e rendere più semplice il controllo sulla Visualizzazione e in generale il controllo sul flusso energetico.
Inoltre, l’esercizio due può essere utilizzato per far diventare la respirazione completa un innescatore o per la tecnica della respirazione emotiva.
Respirazione Conscia
Mettetevi comodi, distesi sul letto o sul pavimento, oppure sedetevi con la schiena ben dritta; chiudete gli occhi, e respirate normalmente, inspirando dal naso e d espirando dalla bocca. Portate l’attenzione sul respiro, sull’aria che entra attraverso le narici e che riempe i polmoni, sui muscoli che si contraggono e che si rilasano, ciclo dopo ciclo, inspirazione dopo espirazione.
Ad ogni inspirazione dite mentalmente “Con questo gesto io sto inspirando“, essendo consci di ciò che state facendo; quando espirate, dite mentalmente “Con questo gesto io sto espirando“. Siate consci dell’atto in sè mentre pronunziate mentalmente le parole. Praticate questo esercizio per qualche minuto, e vedrete sparire i pensieri di troppo.
Respirazione Completa
Distendetevi sul pavimento, utilizzando delle coperte o un materassino; è preferibile, le prime volte che vi esercitate, non utilizzare il letto, che potrebbe comportare scorrette posture, e tenere la testa su un basso cuscino (o fatene a meno, se siete comodi).
Ponete una mano sul petto e una mano sull’addome. Inspirate lentamente dalle narici, riempiendo per prima cosa l’addome; sentite come si gonfia sotto le vostre mani, come preme verso gli organi interni; quindi riempite la parte medio-alta dei polmoni, sentendo i muscoli del petto tendersi. Cercate di far durare la fase di inspirazione più a lungo del solito, ma senza forzare.
Quindi espirate lentamente dalla bocca, a labbra socchiuse. Svuotate prima l’addome, sentendolo comprimersi sotto la mano; poi svuotate il petto. Alla fine, ricominciate un nuovo ciclo, inspirando dalle narici.
Questo tipo di respirazione mette in funzione il sistema respiratorio tutto: il diaframma viene abbassato e alzato, i polmoni si espandono al massimo, si invia una maggiore quantità di sangue agli organi interni, che vengono così stimolati insieme ai muscoli intercostali e il timo.
Essendo capaci di introdurre una considerevole quantità d’aria nell’atto inspiratorio, la frequenza del respiro si riduce. Ciò non solo contribuisce ad un miglior funzionamento di tutto l’organismo (per i fattori già specificati), ma consente di utilizzare il respiro stesso come una sorta di ipnotico metronomo per meditare, scaricare lo stress, favorire stati di coscienza alterati.
Esercitatevi con costanza, iniziando con qualche minuto, allungando i tempi giorno dopo giorno; all’inizio potreste incontrare qualche difficoltà, legate alla poca flessibilità del diaframma e al lungo tempo in cui abbiamo imparato a respirare scorrettamente; tuttavia col tempo la respirazione completa diventerà la norma, e riuscirete ad inspirare quantitativi sempre più ingenti d’aria.

Luigi Notaro








