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A Gaia, madre dei viventi

L'inno omerico XIV, dedicato a Gaia, la Madre dei viventi: il divino femmineo che onora, onorato, l'uomo.

“Gaia io canterò, la madre universale, dalle salde fondamenta,
antichissima, che nutre tutti gli esseri, quanti vivono sulla terra;
quanti si muovono sulla terra divina o nel mare
e quanti volano, tutti si nutrono dell’abbondanza che tu concedi.

Grazie a te gli uomini sono fecondi di figli, e ricchi di messi,
signora; è in tuo potere dare o togliere la vita
agli uomini mortali. Felice colui che nel tuo cuore
tu benevola onori: a lui senza limite affluisce ogni bene.
Per lui sono gravati dal raccolto i solchi apportatori di vita,
e nei campi ha gran copia di bestiame; la sua casa è piana di ricchezze.
Tali uomini regnano con giustizia sulle città delle belle donne
e li accompagna grande benessere, e prosperità;
esultano i figli di letizia giovanile,
e, nei cori ornati da ghirlande, con animo lieto,
danzando si rallegrano, tra i fiori del prato, le figlie
di coloro che tu onori, o dea veneranda, forza generosa.

Salve, madre degli dei, consorte del cielo stellato;
concedimi benigna, in cambio del mio canto, la prosperità che conforta il cuore;
ed io mi ricorderò di te, e di un altro canto ancora.”

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