Siouxsie and The Banshees

1976-1996 R.I.P.

Mentre ‘l’industria musicale’ si prepara a rivivere gli esaltanti giorni del ‘punk’, nei quali si confondono gli opportunisti con i protagonisti, si continua a segnare ogni cosa con una spilla da balia che potrebbe saltare, Siouxsie and The Banshees vorrebbero dire Grazie e Arrivederci.

· Ai nostri fedeli fan e amici per il loro implacabile supporto.

· Alla Polydor Records per una rottura amichevole dopo 18 anni.

· E ai musicisti per il loro spirito indelebile …Martin McCarrick, Knox Chandler, Jon Klein, John Carruthers, Robert Smith, John McGeoch, John McKay, Kenny Morris, Peter Fenton, Marco Perroni & Sid Vicious.

Aveva più o meno questo tono lo scarno comunicato stampa che, nell’aprile 1996, segnava ufficialmente la fine dei Siouxsie and The Banshees.

Voci di corridoio vorrebbero che la ragione principale dello scioglimento sia stata la tristezza derivata dal tour dei riuniti (solo a fini commerciali) Sex Pistols.
Siouxsie e Budgie incominciarono nuove registrazioni col nome di Creatures, Steven Severin si è dato al cinema con le colonne sonore, gli altri hanno seguito altre vie.
Ma chi furono i Siouxsie and The Banshees?
Come una linea scura attraverso i decenni, Siouxsie & The Banshees emergono dai primi periodi del punk, lo percorrono, lo superano, e si legano ai movimenti dark e gotici.
Nei vent’anni della loro storia, dal 1976 al 1996, Siouxsie e i suoi irrequieti amici non hanno avuto mai quello che si può considerare un successo planetario, ma le atmosfere dei loro dischi sono sempre state ricche di fascino e hanno influenzato decine di band (per citarne una, gli U2).
Susan Dallion faceva parte del Bromley Contingent, un rumoroso gruppo di fans dei Sex Pistols. A lei è legato l’aneddoto che segnò la fine della carriera televisiva del presentatore Bill Grundy (i dettagli potete trovarli nel link in fondo all’articolo).

Con il nome di battaglia Sioxsie Sioux forma un gruppo punk insieme al bassista Steve Severin e al chitarrista Marco Perroni.

Il nome di battesimo del primo batterista dei Banshees è incerto, mentre è sicurissimo il nome con cui è passato alla storia (del rock): Sid Vicious.

Questa formazione dura poco: Vicious poco dopo entra nei Sex Pistols, Perroni finisce con Adam and the Ants, e per colmare il buco arrivano John McKay e Kenny Morris.

Ma durano poco anche loro: dopo i primi due dischi della band (The Scream del 1978 e Join Hands del 1979) se ne vanno anche loro.

Come batterista entra l’ex Slits Budgie, mentre a colmare il vuoto come chitarrista per un po’ arriva Robert Smith dei Cure, che avrà qualche altro contatto con la band, mentre per registrare Kaleidoscope arriva John McGeoch.
Con Happy House e Christine questo è un disco importante per la band.

Poco dopo arriva il poppeggiante Juju, mentre Siouxsie e Bugie formano lo spin-off The Creatures.

A Kiss in The Dreamhouse è il disco successivo che contiene la struggente Cascade, la frenetica She’s a Carnival, l’ipnotica Obsession e la bellissima Melt!, mentre McGeoch esce dal gruppo, sostituito da John Carruthers.

Nel 1984 esce Hyaena che vede alle chitarre e alle tastiere il ritorno del leader dei Cure, Robert Smith, legato all’epoca con Siouxsie anche sentimentalmente. La sua collaborazione dona alla stesura dei testi e delle musiche una inaspettata componente romantica addolcendo le dure sonorità dei Banshees.
Hyaena si apre con Dazzle dove le tastiere di Smith e la batteria di Budgie si fondono perfettamente dando risalto alla sontuosa interpretazione di Siouxsie che fa il bis anche in Take me back e Swimming Horses.
Robert Smith registra con i Banshees anche l’album dal vivo Nocturne e, con Steve Severin fonda i Glove incidendo Blue Sunshine. Sull’altro fronte, invece, Siouxsie e Budgie con i Creatures registrano gli album Feast e Boomerang.

Nel 1986 arriva Tinderbox, che vende bene grazie al singolo Cities In Dust.

Altri cambiamenti di lineup portano a Peep Show.

Il 1991 è un anno importante: Budgie e Siouxsie si sposano, i Banshees suonano al primo Lollapalooza, Superstition è un disco che va anche commercialmente molto bene.

Ma è anche l’ultimo per un po’.

Dovranno passare ancora quatro anni prima che, nel 1995 veda la luce The Rapture, coprodotto da John Cale.

Ma è l’ultimo: lo spirito dei Banshees si è andato esaurendo, l’anima punk che li ha mossi, negli anni, è andata sempre più piegandosi a logiche commerciali (queste, per lo più, sono state la causa delle frequenti defezioni e dei cambiamenti di formazione).

Così Siouxsie ha pensato di metterci una pietra (tombale) sopra e prendersi una pausa di qualche anno per fare un po’ la casalinga, prima di tornare coi i Creatures.

Ma anche questa è un’altra storia…

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