
Tanti anni fa, esattamente alla metà del marzo 1980, si alternavano in testa alla classifica dei 45 giri più venduti in Italia già da 2 mesi abbondanti Heather Parisi, con Disco bambina e Remi, chiaro ed inequivocabile segnale che il mercato radiofonico e discografico di quegli anni (ma non soltanto di quegli anni) era dominato e controllato dalla tv.
In quel contesto, quasi a suggellare ufficialmente la situazione con il loro imprimatur, arrivano gli sconosciuti Buggles che scalzano dalla vetta i due già menzionati con la loro Video killed the radio star.
Lo sconosciuto gruppo inglese ottiene con questa cover, che fa uso di campionature e sound elettronici, un successo mondiale a differenza della versione originale di Bruce Wooley & the Camera Club che, malgrado fosse altrettanto orecchiabile e di facile ascolto, passò quasi inosservata.
In Italia, rimangono al primo posto per 14 settimane di fila, conquistando la palma d’oro di disco dell’anno.
E dopo 14 settimane in vetta alle classifiche verranno buttati giù (manco a dirlo) da un’altra sigla di un programma televisivo, l’Ape Maia!

Daniele Romano








