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Riecco i Duran Duran contro il mondo dei tappeti rossi

Il nuovo disco in uscita

Se la prendono con il mondo vacuo dei red carpet, il sogno della celebrità e dei media, tra sesso e glamour. Descrivono il mondo virtuale di Second Life, ma raccontano anche le sfide e le tribolazioni della vita: i Duran Duran, gli ex Fab Five (rimasti in quattro dopo la defezione di del chitarrista Andy Taylor), con 70 milioni di dischi venduti dal 1978, anno della loro formazione, escono venerdì prossimo con il loro nuovo album, Red Carpet Massacre. Ad anticiparlo, il singolo Falling Down, il cui video-shock mostra il quartetto inglese alle prese con modelle in terapia di riabilitazione, tema che ricorda molto da vicino le analoghe vicende di Kate Moss, Britney Spears e Amy Winehouse.

I protagonisti della Second British Invasion, risorti alla grande dopo un periodo di oblio, si sono avvalsi della collaborazione di artisti come Justin Timberlake e di produttori come Timbaland e Nate Hills, da cui sono nati pezzi che ricordano la super hit Notorius (Nite-Runner) e ballate come She’s Too Much, di cui Simon Le Bon dice: “Parla di mia figlia Saffron che oggi ha 16 anni. Quel giorno era in studio e ha ispirato il testo”. Ma anche pezzi senza refrain come Dirty Great Monster: “Abbiamo convocato un sassofonista e gli abbiamo detto suona qualcosa di davvero malato“, racconta Nick Rhodes. Il brano che dà il titolo all’album è un punk elettronico molto ironico e attuale “per spiegare dove ci troviamo - spiega ancora Rhodes - con riferimento alla reality tv e i suoi 15 minuti di celebrità”. Falling Down (musica dei Duran Duran e di Timberlake) racconta invece di “un incidente che ho avuto - spiega Le Bon - durante una gara in motocicletta, i pensieri che mi hanno attraversato la mente prima di toccare il suolo”.

L’inossidabile Simon Le Bon ha firmato anche il testo di Box full o’honey, “il migliore testo che abbia scritto per questo album”. Il pezzo che esprime meglio il senso del connubio tra Timbaland e Duran Duran è Skin Divers, “E’ il mio preferito - dice Rhodes - un vero ibrido tra i groove di Timbaland e Nate Hills e le nostre esecuzioni live”. Ma c’é anche Tempted, perfetta traccia ‘dance party’, destinata a far ballare tutti in discoteca. Solo strumentale Tricked Out, perfetto per “cambiarmi la maglia durante i concerti”, dice Le Bon. Il mondo di Second Life è raccontato in Zoom In, ricco di sonorità spigolose, digitali, mentre Last Man Standing è, secondo Rhodes, “l’anello mancante tra questo album e il precedente, Astronaut”. L’anno prossimo i ritrovati Duran Duran festeggeranno i 30 anni di carriera. Red Carpet Massacre è stato realizzato in tre sessioni, tra New York e i dintorni di Londra. “Non abbiamo mai lavorato tanto duramente per un album - confessano i Duran Duran Ma abbiamo scritto una nuova pagina, un nuovo fondamentale capitolo nella storia della band”.

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